di Ma.Ma.

A 37 anni dalla sua morte nello stadio che ha poi preso il suo nome, il calciatore simbolo di tutte le epoche, Renato Curi ora vive anche nello spirito di una nuova società di calcio. E’ nata infatti l’ Asd Renato Curi che inizia in questi giorni l’attività negli impianti sportivi di Lidarno, alla periferia Nord di Perugia.

Niente agonismo La società, che non svolgerà per statuto attività agonistica, ma solo “primi calci”, raccoglie adesioni solo da famiglie che intendono far praticare il calcio ai loro figli a titolo di puro divertimento .È stata costituita da Gustavo e Daniele Capponi, padre e figlio, entrambi con esperienza e passione nella gestione di società sportive ,che hanno svolto incarichi importanti anche in club professionistici.

I fondatori «Da noi deve prevalere il divertimento, un agonismo legato non al risultato, ma al desiderio di stare insieme di genitori e figli-dice Gustavo Capponi-. Abbiamo ricevuto un messaggio di grande incoraggiamento da parte di Sabrina Curi, la figlia del calciatore morto con la maglia del Perugia addosso e presto riceveremo la sua visita a Lidarno». La neo Società, che è stata salutata da Virgilio Ubaldi, presidente provinciale del settore giovanile della FIGC ,da Domenico Ignozza presidente del Coni dell’Umbria, è promotrice di una meritoria iniziativa sociale: ha ricevuto di diffondere il messaggio di donazione del sangue e sulle magliette dei bambini appare il logo dell’Avis. Dopo neppure una settimana dalla presentazione della ADS Renato Curi i tesserati sono già 20.Ma anche quando il numero sarà più importante non si vedranno più le scene sempre più ricorrenti di genitori che urlano e si picchiano mentre i loro figli si divertono.