Un data center

di Dan.Bo.

Tutti i dati di giunta regionale, aziende sanitarie, ospedaliere e comuni in un unico data center che sorgerà a Pentima, vicino Terni. Contenuti attualmente in oltre mille server, i file delle amministrazioni pubbliche confluiranno nel giro di tre anni in un’unica struttura che garantisce gli standard richiesti dall’Agenzia digitale italiana e che sarà gestita da Webred. Il progetto è contenuto nella delibera presentata dall’assessore competente Fabio Paparelli e approvata lunedì dalla giunta regionale: «Oggi – ha detto Paparelli a palazzo Cesaroni ascoltato dal Comitato per il monitoraggio – porterò in giunta una delibera sulla realizzazione del data center regionale, che verrà realizzato a Pentima di Terni e sostituirà progressivamente gli oltre mille data center ora esistenti». La struttura unica è una delle azioni previste dal Piano digitale e si pone come obiettivo quello di risparmiare risorse, di aumentare le performance e la sicurezza.

Data center unico «La realizzazione del data center unico – ha detto poi l’assessore partecipando all’incontro sulle “Reti del futuro” che, in vista dell’approvazione della legge regionale sulle telecomunicazioni, si è tenuto lunedì a Perugia – è prevista nel Piano digitale come richiesto anche dalle linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale. Gli enti pubblici non possono prescindere dalla necessità di avere strutture gestite secondo gli standard di sicurezza europei, e naturalmente devono poter disporre di banda larga ed ultra larga necessaria a garantire performance adeguate ai servizi digitali». Attualmente per il potenziamento e consolidamento dell’attuale data center regionale, che ospita i file di giunta e Servizio sanitario, è stato fatto un investimento di 1,5 milioni di euro mentre per quando riguarda la struttura unica occorrerà impiegare le risorse della nuova programmazione comunitaria 2014-2020. «Naturalmente – ha detto ancora l’assessore – il piano di razionalizzazione sarà condiviso con gli enti pubblici e dovrà garantire prospettive di sviluppo anche al mercato locale dell’Ict».

Reti per il futuro «Occorre avere coraggio – ha detto l’assessore alle Infrastrutture tecnologiche Stefano Vinti aprendo l’incontro di lunedì -, accettare la sfida dell’innovazione e smetterla con i luoghi comuni e le vecchie e pigre abitudini tipiche sia della burocrazia che delle stesse imprese e la proposta di legge regionale sulle telecomunicazioni vuole andare proprio in questa direzione». Vinti ha poi annunciato la «decisa volontà» della giunta di andare avanti speditamente sul percorso dell’Agenda digitale umbra e nell’approvazione della prima legge regionale sulle telecomunicazioni che mercoledì prossimo inizierà ad essere discussa nella seconda commissione del consiglio regionale. Secondo i dati citati da Vinti e provenienti da uno studio condotto a livello europeo, in Italia nel 2015 tutto il settore Internet dovrebbe valere tra il 3,3 e il 4,3% del Pil, che tradotto per l’Umbria significa quasi un miliardo di euro. Un apporto significativo per il Pil regionale che vale circa 21 miliardi di euro.

Servono le risorse Nel corso del convegno è stato ricordato come la legge regionale in approvazione miri a calibrare gli obiettivi culturali, economici e sociali legati all’innovazione digitale, alla realtà umbra. Secondo la presidente della Regione, Catiuscia Marini, «una buona legge però non basta – ha detto – , se non si individuano le risorse necessarie per attuare gli obiettivi ed i progetti in essa contenuti. Serve allora anche un po’ di creativa architettura finanziaria, che coinvolga e metta insieme fondi europei, nazionali e regionali per rispondere alle esigenze di uguaglianza sociale, enunciate spesso dalla Comunità europea, e le esigenze di crescita anche economica del territorio. E su questo tema, come Regioni vogliamo aprire un confronto serio e costruttivo con il governo ed il parlamento».