di Chia.Fa.
«Ora che conosco i fatti desidero precisare che non è stato violato il diritto di cronaca e i due fotoreporter devono scusarsi per il loro comportamento». Questa la replica inviata lunedì sera dal presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, sul caso riportato da Umbria24 dei due fotoreporter cacciati dai vigilantes durante il Cerimoniale di sabato sera.
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Metelli: «Autorizzati a stare solo nel box» Sulla delicata vicenda che ha visto protagonisti Stefano Preziotti e Alessio Vissani, due professionisti dell’immagine, sabato sera al lavoro in piazza della Repubblica per conto del quotidiano La Nazione e del giornale online Rgunotizie, il numero uno della Quintana interviene dopo aver consultato il presidente della commissione artistica, Stefano Trabalza, e il responsabile della comunicazione, Mauro Silvestri: «Innanzitutto – dice Metelli – non esistono pass liberi per la piazza, ma solo pass per il box riservato ai fotografi che possono seguire e documentare dal posto loro assegnato le varie fasi dello spettacolo in piazza, spazio che deve essere lasciato pulito da personaggi non in costume perché – afferma – siamo in possesso di tante riprese e fotografie inquinate dalla presenza di persone estranee al Cerimoniale e quindi inutilizzabili». Poi largo alla ricostruzione dell’accaduto fornita dall’Ente Giostra: «Trabalza quando è arrivato con il Corteo ha trovato i fotografi in questione fuori dal box e li ha invitati a rientrarvi, ma subito uno di loro ha affermato in maniera poco urbana che voleva rimanere lì.
La ricostruzione dell’Ente Allora il presidente della commissione artistica, con grande disponibilità, ha cercato di trovare un’altra sistemazione facendo accomodare i fotografi dietro la transenna che separa il palco dei nobili da quello grande dei figuranti così da permettere loro di avere una migliore inquadratura dell’evento, avvertendo la sicurezza del cambiamento». In casa Quintana viene però spiegato che i «due fotografi, incuranti delle indicazioni ricevute, si sono posizionati dietro le chiarine, proprio al lato delle scale del Duomo, come testimoniano riprese e foto. A questo punto, un membro della sicurezza, dopo vari richiami ha provveduto ad allontanarli. Questo è avvenuto realmente sabato sera e – continua Metelli – l’Ente conosce benissimo il valore della comunicazione e non ha dunque impedito a nessuno di fare il proprio lavoro, tanto che nelle nostre pubblichiazioni ringraziamo e citiamo tutti i fotografi di Foligno, professionisti e amatori a prescindere dal numero di foto inviate».
Metelli: «Fotoreporter si devono scusare» Metelli poi riferisce di essersi preventivamente scusato con i due fotorepertor nella mattinata di domenica «perché rispetto tutti questi professionisti e il loro lavoro che è prezioso per la Quintana, ma – è la richiesta – ora che la situazione è chiarissima, senza polemica, sono i due fotografi a doversi scusare per il loro comportamento, ferma restando la disponibilità dell’Ente a incontrare i fotografi e a raccogliere eventuali suggerimenti».
Preziotti: «Allontanati solo noi che eravamo fuori dal Cerimoniale» La ricostruzione fornita dall’Ente viene respinta in toto da Preziotti che lunedì sera, dopo aver cancellato da Facebook diverse decine di album fotografici sulla Quintana, ha postato alcune precisazioni: «All’Ente lascio che sia il mio giornale a rispondere, ma essendo stato chiamato in causa con la richiesta di scuse posso dire che i due allontanati (lui e Vissani, ndr) non erano dietro al palco nascosti dai trombettieri, mentre altri fotoreporter erano beatamente a due metri dall’arcivescovo e sotto le scale. Devo dedurre che solo alcune testate non dovevano scattare? E con questo – mette in chiaro – non dico che gli altri colleghi hanno sbagliato scegliendo l’unico posto dove era possibile fare foto». E poi: «A giugno avevo pubblicamente apprezzato la gestione dei fotografi in piazza mentre sabato il posto a noi assegnato per il Cerimoniale era totalmente inadatto a poter svolgere il nostro lavoro, come riconosciuto anche da magistrati dell’Ente che lo hanno affermato in piazza davanti a decine di persone. Non c’è nessuno nel comitato che gestisce l’Ente che sia un fotografo professionista o un esperto di fotografia e comunicazione delle immagini, rimango della mia convinzione gli addetti alla sicurezza hanno svolto il loro compito solo con noi che eravamo fuori dal Cerimoniale e non davamo alcun fastidio abituati come siamo a massima discrezione e professionalità».
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