Il rientro a scuola è l’occasione di una protesta contro i prezzi inaccettabili. Siamo a Perugia, ma la denuncia degli studenti, promette di diffondersi nel resto dell’Umbria. Il tema scottante è quello di una scuola ‘troppo cara’ che si aggiunge a una condizione di sofferenza delle famiglie, da tempo strette nella morsa dell’inflazione. «Non possiamo permettercela», è lo slogan scelto da ‘Altra Scuola – Rete degli studenti Medi’, che si sono dati appuntamento davanti al liceo Scientifico Galilei, nel capoluogo umbro.
Al Governo Sottolineano una condizione lontana dai diritti garantiti costituzionalmente. Il costo di libri, ma non soltanto, di tutto il materiale per la didattica e anche dei trasporti «che consideriamo incluso nel diritto all’istruzione» risponde a logiche di business determinando condizioni di discriminazioni verso quanti non possono permettersi di andare a scuola, con gli stessi strumenti di altri colleghi. Gli studenti chiedono al Governo Meloni di individuare le risorse necessarie a garantire a tutti una scuola pubblica e gratuita.
Alla Regione Gli studenti si sono anche rivolti alla Regione Umbria chiedendo che l’abbonamento unico a 60 euro, per il trasporto, previsto per gli universitari, debba e possa essere esteso anche agli studenti delle scuole superiori, continuando tuttavia a garantirlo anche a chi frequenta l’università.
La rete Il caro scuola colpisce nel pieno le famiglie proprio per il suo carattere di irrinunciabilità. Arriva dopo che si è dovuto fare i conti con il caro vita, l’aumento generale dei prezzi al consumo, il caro energia, il caro carburanti, il sostanziale arresto invece degli stipendi dei lavoratori e, si tenga conto, anche del reddito di cittadinanza venuto meno. Il rientro a scuola di lunedì ha il carattere della preoccupazione e la determinazione della rivendicazione di diritti sacrosanti. Gli studenti hanno diffuso volantini, allestito striscioni e realizzato slogan, mentre sono a lavoro perché il messaggio si diffonda fino a raggiungere chi di dovere.
