di Daniele Bovi

«Non siamo chiamati a prendere ulteriori provvedimenti riguardo ad altri punti nascita». Presentando martedì il protocollo di intesa tra Regione, Comune di Castiglione del Lago e Asl Umbria 1 per la riqualificazione dell’ospedale lacustre, la presidente Catiuscia Marini dopo «le fibrillazioni» di questi giorni sul mantenimento o meno di alcuni punti nascita, ha sgombrato il campo dalle ipotesi e dalle indiscrezioni, dicendo in sostanza che non ci sono altre chiusure in programma dopo quelle di Assisi, Narni e Castiglione del Lago. «Ad oggi – ha detto – anche quelli che non rispettano la soglia dei 500 parti all’anno non sono oggetto di interventi. Poi certo, se in futuro il numero si abbasserà ulteriormente faremo approfondimenti».

I provvedimenti Lunedì è stato anche fato il punto sull’agenda di palazzo Donini per quanto riguarda la sanità. Entro febbraio, come noto, verranno scelti i quattro direttori delle due Usl e delle due aziende ospedaliere e quasi contemporaneamente «pensiamo a 3-4 interventi – ha detto l’assessore alla sanità Luca Barberini – che impatteranno sulla programmazione». Uno di questi riguarda la creazione di un’unica cabina di regia sulle tecnologie, formata da membri di giunta e assessorato, e un altro la definizione puntuale degli standard ospedalieri. «Penseremo – spiega Barberini – a una diversa specializzazione tra le strutture che avranno differenti requisiti dimensionali, tecnologici e professionali». Tutte «anticipazioni di quanto sarà contenuto nel nuovo Piano sanitario che vogliamo presentare a giugno».

Narni-Amelia In assessorato poi lunedì mattina c’è stata una riunione tecnica su una vicenda delicata come quella del nuovo ospedale di Narni, sul quale nei giorni scorsi si è fatto sentire il sindaco della città De Rebotti. «Il bando – assicura l’assessore – sarà pubblicato a breve e questa mattina nella riunione sono stati smussati alcuni angoli. Si tratta di un project financing da oltre 50 milioni di euro nel giro di 15 anni». Un project, ha voluto sottolineare la presidente, «che per quanto riguarda la parte privata attiene non alle strutture, ma alle tecnologie e ai servizi». E riguardo ai dubbi avanzati sul bando, Marini ha sottolineato che «i progetti per essere ammessi devono essere validati da un nucleo del Ministero che ne attesta la fondatezza economico-finanziaria. Ci saranno molti soggetti interessati, specialmente in un momento di crisi come questo».

ADEMPIMENTI LEA, UMBRIA A QUOTA 190

Question time Dell’ospedale di Narni-Amelia si è parlato lunedì in consiglio regionale, dov’era in programma il question time durante il quale il forzista Raffaele Nevi ha chiesto a Barberini se il piano di riqualificazione sia ancora valido e in quali tempi si vuole attuarlo. «Il piano – ha risposto l’assessore – resta valido e il punto nascita è stato chiuso perché non venivano soddisfatti i requisiti di garanzia del nascituro e della donna che viene ricoverata. Nel frattempo è stata potenziata la chirurgia generale, il livello delle attività di chirurgia, della parete addominale, della flebologia chirurgica. Ortopedia e traumatologia sono in funzione e si è ormai integrato anche il percorso ambulatoriale operatorio con i professionisti del presidio ospedaliero di Foligno. Siamo dunque in presenza di un incremento marcato dell’attività, anche nel centro-donna». Parole che hanno convito Nevi solo in parte: «Ci sono – ha replicato – ritardi gravi rispetto all’attuazione del piano, come ha rilevato il sindaco di Narni. Rimaniamo fiduciosi che quanto promesso verrà fatto prima possibile. Sul punto nascita, rileviamo che altri presidi sono stati mantenuti anche con numeri inferiori, come Pantalla».

Branca L’assessore ha anche risposto a De Vincenzi (Ricci presidente) a proposito dell’ospedale di Branca, per il quale il consigliere ha avanzato timori riguardanti la razionalizzazione in corso. Barberini ha voluto tranquillizzare spiegando numeri alla mano (7.400 le dimissioni nel 2015 contro le 7.800 nel 2014; 77,8 per cento il tasso di utilizzo mentre c’è un «calo fisiologico» delle nascite, in tutto 340) che «non ci sono riduzioni di operatività. L’ospedale di Branca – ha detto – ha una prospettiva non solo per dare risposta al territorio in cui opera, ma anche per una possibile collaborazione con la Regione Marche dove il piano sanitario prevede una diminuzione delle attività e dei presidi ospedalieri collocati nella fascia appenninica. E questo potrebbe portare anche a un incremento dell’attività».

Twitter @DanieleBovi

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