di Gab.Ant.
Il 98 per cento dei dirigenti scolastici umbri chiede di inserire a sistema la figura dello psicologo scolastico prevista dal protocollo d’intesa tra Cnop (Consiglio nazionale ordine psicologi) e Miur, sottoscritto nel 2020. La maggioranza dei presidi ritiene inoltre che non siano sufficienti le 80 ore attualmente dedicate e che siano indispensabili dei fondi economici aggiuntivi necessari per poter coprire un intero anno scolastico.
Indagine Cnop-Miur Il dato emerge dal primo monitoraggio svolto a gennaio di quest’anno nell’indagine promossa da Ordine degli psicologi dell’Umbria e dall’Ufficio scolastico regionale. Il sondaggio, a cui hanno aderito 83 istituti, ha cercato di valutare il sentimento dei dirigenti scolastici in relazione alla sperimentazione del protocollo Cnop-Miur, intesa che ha portato negli ultimi due anni all’inserimento della figura dello psicologo all’interno delle scuole.
I dati umbri L’Umbria, infatti, è stata una delle prime regioni ad attivarsi alla luce dei 117 istituti che hanno aderito al protocollo mediante l’attivazione della consulenza psicologica nelle scuole. Secondo i risultati del sondaggio, degli 83 istituti scolastici rispondenti, l’84,3 per cento del totale ha proseguito l’attività di supporto psicologico dopo il primo anno di progetto, dando conferma nel 64,2 per cento dei casi al professionista dell’anno precedente. Inoltre, più della metà delle scuole sono rimaste nelle 80 ore previste dal protocollo, mentre circa un quarto ha superato questo limite, attraverso un impegno economico aggiuntivo. Sono stati soprattutto gli studenti minorenni a beneficiare del servizio di consulenza psicologica, il 72,5 per cento del totale. Dal punto di vista dei servizi erogati, il 26,5 per cento delle attività ha riguardato sportelli di ascolto per tutti gli utenti della scuola, per il 18,1 per cento invece sportelli appositamente dedicati agli studenti e al personale.
Vertice Ordine e Usr Lunedì, il presidente dell’Ordine degli psicologi umbri, David Lazzari, e la referente del gruppo di lavoro Scuola dell’Ordine, Elena Arestia, hanno incontrato il dirigente dell’Usr Umbria, Sergio Repetto. Proprio Lazzari si è dimostrato fiducioso sul futuro della collaborazione tra le scuole e l’Ordine e, a tal riguardo, ha rassicurato: «Intendiamo sviluppare la collaborazione tra Usr, assessorato alla Scuola della Regione e Ordine per assicurare la migliore implementazione di questa esperienza».
Francesca Ciammarughi Umbria24 ha chiesto il parere di Francesca Ciammarughi, dirigente psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva della Usl Umbria 1. «Lo sportello dell’Istituto comprensivo 4 di Perugia, attivato nel marzo di quest’anno – spiega – a oggi ha sostenuto 34 colloqui individuali e 7 incontri di classe; inoltre più della metà degli studenti che hanno partecipato agli sportelli di ascolto sono delle classi medie. Sicuramente l’attività svolta da questi punti di ascolto è importantissimo, soprattutto in un periodo come quello degli ultimi due anni; tuttavia, diventa fondamentale incentivare anche quegli interventi che si pongano l’obiettivo di inquadrare lo psicologo non solo come professionista dedito a incontri individuali con gli studenti, ma anche come figura da inserire a trecentosessanta gradi nelle attività della scuola. Gli studenti e tutto il personale scolastico devono avere un punto di riferimento che riesca a immergersi completamente nell’ambiente scolastico, che rappresenti per loro una figura familiare. Inoltre l’attività dello psicologo deve passare da iniziative che cerchino di toccare diversi aspetti e problematiche, quali la propensione al fumo, l’utilizzo di sostanze stupefacenti, il fenomeno del bullismo, cercando di intervenire alla radice del problema, puntando di più sulla prevenzione».
