Come annunciato dal presidente della Regione Catiuscia Marini nei giorni scorsi, è stato preadottato lunedì mattina nella riunione della giunta regionale il provvedimento sul trasferimento e riorganizzazione del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) di Perugia, il cosiddetto «Repartino», che verrà definitivamente approvato nella prossima seduta del 24 gennaio dopo la partecipazione prevista per domani e dopodomani, rispettivamente, con le associazione dei familiari dei pazienti e le organizzazioni sindacali.
Cosa prevede l’atto L’atto stabilisce che entro il 30 aprile 2011 l’Azienda ospedaliera di Perugia e la Asl n.2 strutturino la logistica e l’organizzazione per il trasferimento dell’Spdc, attualmente collocato in via del Giochetto, presso locali più idonei dell’ospedale Santa Maria della Misericordia. Inoltre ai direttori delle due Aziende viene dato mandato per la costituzione del Dipartimento interaziendale, integrato con l’Università degli studi i Perugia, per la gestione del reparto e al fine di garantire continuità assistenziale ai pazienti con disagi mentali.
Nessun nuovo primario La delibera – è stato sottolineato – non contiene alcuna autorizzazione alla nomina di nuovi dirigenti di struttura complessa (primariati), anche in considerazione che nell’ambito della Asl n.2 sono già presenti tre figure di questo tipo.
Lavori dedicati all’assistenza psichiatrica Durante i lavori odierni della giunta non ci si è occupati solamente della questione «repartino»: i lavori infatti sono stati quasi interamente dedicati alle questioni dell’assistenza psichiatrica in Umbria. Il Piano sanitario regionale – è stato ricordato durante la seduta – attribuisce al tema della salute mentale una importanza rilevante e tale da essere inserito nelle linee strategiche da perseguire al fine di garantire alle persone con sofferenza mentale la più ampia presa in carico ed una piena inclusione sociale. Da qui la decisione della Giunta regionale di deliberare l’istituzione in Umbria della «rete clinica regionale della salute mentale».
Risposte più efficaci In particolare l’istituzione della rete regionale – è stato detto – permetterà alle Aziende sanitarie dell’Umbria, avvalendosi delle loro strutture ospedaliere e territoriali, di rispondere in maniera più efficace ai bisogni dei malati e delle loro famiglie attraverso il coordinamento dei percorsi clinico-assistenziali e diagnostico-terapeutici, degli standard di appropriatezza delle prestazioni, delle «migliori pratiche» e dei modelli organizzativi. L’atto – continua il comunicato – prevede la costituzione, presso la Direzione sanità e servizi sociali della Regione, di un Comitato di coordinamento della rete, composto da membri di diritto, tra cui i direttori sanitari di Aziende ospedaliere e Asl, dei Dipartimenti di salute mentale delle Aziende sanitarie e il titolare della Sezione di psichiatria del dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell’Università degli studi di Perugia, e da membri rappresentativi di settori clinici e di ricerca.
Obiettivo salute mentale Si dà inoltre mandato alle Aziende ospedaliere di Perugia e di Terni ed alle rispettive Asl, la n.2 e n.4, di costituire un Dipartimento interaziendale per la salute mentale per ciascun territorio di riferimento, da integrare con l’Università degli studi di Perugia. Tra i compiti prioritari della Rete, quello di definire il progetto «Obiettivo salute mentale» previsto dall’attuale Piano sanitario regionale, in particolare per quanto riguarda l’individuazione delle caratteristiche organizzative e funzionali dei nodi della Rete e le loro relazioni, le modalità di erogazione dei Lea, secondo criteri di efficacia ed appropriatezza nei diversi livelli e regimi assistenziali, ed i criteri di valutazione con particolare riferimento agli esiti di salute.

