Il convegno

«La società civile ha l’obbligo di concentrare le proprie risorse umane e organizzative del sistema nazionale sanitario sulla salute dei cittadini e dei giovani in particolare. Il giovani di ogni regione italiana, senza distinzione di sesso o di ceto sociale corrono il rischio di dover affrontare una patologia psichiatrica entro i 24 anni di età». Lo ha detto il presidente della Società italiana di psichiatria Claudio Mencacci, intervenendo al Convegno organizzato dall’Azienda ospedaliera di Perugia, dall’Università agli studi di Perugia e dal Comune di Passignano, che si è svolto nella sala consiliare del municipio della città lacustre. Tema del convegno: “Il trattamento integrato del paziente complesso in un dipartimento di salute mentale interaziendale”.

Curare effetti della crisi Secondo Mencacci «i servizi psichiatrici hanno l’obbligo di accogliere e curare i giovani che, a prescindere dagli effetti della crisi economica, non hanno un lavoro e non studiano, ma non hanno neppure una motivazione per svolgere una qualsiasi attività utile per la famiglia o la società: un fenomeno sempre più diffuso, che va affrontato in via preventiva, perché toglie risorse esponenziali all’economia del nostro Paese».

Crisi e depressione Molti degli interventi dei relatori di fama anche internazionale hanno sviluppato le loro relazioni sul rapporto che esiste tra crisi economica e depressione. «Negli Stati Uniti è stato calcolato che la depressione produce un danno di 83 miliardi all’anno – ha detto Andrea Fagiolini, direttore del dipartimento interaziendale della Salute mentale di Siena -; in Italia non esiste un dato preciso, ma si può sostenere che chi aveva una predisposizione alla patologia mentale, o era già malato ha visto accrescere la depressione in misura del 30%, mentre i nuovi pazienti che accedono agli ambulatori assistenziali sia ospedalieri che del territorio, negli ultimi 5 anni sono aumentati del 15%, rispetto a quando la situazione economica del Paese era migliore».

Rimodulare le norme Sul modello da adottare per la migliore gestione delle problematiche della salute mentale si sono soffermati il direttore della Sanità della Regione dell’Umbria Emilio Duca, che ha affermato: «L’’unità di convivenza di Passignano, che si avvalsa del sostegno degli amministratori locali come il sindaco Rossi e l’assessore Bellaveglia , deve rappresentare un modello da seguire sia in ambito regionale che in Italia. Come Regione abbiamo l’obbligo di rimodulare le norme, che risalgono alla fine degli anni ’90, e che appaiono superate rispetto alle dinamiche della società attuale : riorganizzare i servizi assistenziali di psichiatria con una integrazione che va realizzata prima possibile , visto che non è più tempo di annunci».

Riportare servizi in primo piano Il direttore dell’Azienda ospedaliera di Perugia Walter Orlandi ha sollecitato la necessità di riportare i servizi psichiatrici in primo piano, al centro del sistema: «Abbiamo voluto dare un segnale forte al sistema, introducendo il reparto di degenza psichiatrica all’interno dell’ospedale di Perugia. I risultati ottenuti in questi primi 3 anni di attività dimostrano la bontà della scelta: la degenza tiene conto del percorso che il paziente dovrà effettuare alla fine dell’acuzie, con l’integrazione dei servizi territoriali». Al responsabile della degenza ospedaliera-universitaria del servizio psichiatrico di degenza e cura, Roberto Quartesan è toccato il compito di tracciare il bilancio della struttura: «Abbiamo diminuito la degenza media del paziente acuto, che ora si è attestata sui dodici giorni, grazie ad un percorso che prevede le dimissioni concordate con i responsabili della Salute mentale territoriale, e cosi operando sono state evitate ricadute e ricoveri i reiterati».

Il rettore e i responsabili Il rettore dell’Università di Perugia, Franco Moriconi si è soffermato su alcuni punti delle relazioni degli esperti. «E’ musica per le miei orecchie quando sento parlare di accordo, intesa, integrazione. La mia presenza vuole avere proprio questo significato: non si va da nessuna parte se ciascun Ente agisce per proprio conto. Di integrazione c’è bisogno anche nel campo della Salute mentale». Il presidente dell’Associazione San Costanzo di Perugia Quinto Marchetti: «Ci inorgoglisce il fatto che gli organizzatori danno priorità alle associazioni dei pazienti , essere ascoltati dagli operatori è utile a loro, ma lo è altrettanto per noi perché ci fa sentire al centro del progetto assistenziale». Il Responsabile del Centro di Salute Mentale del Trasimeno. Gianfranco Salierno, tra gli organizzatori del convegno esprime soddisfazione per l’alto contenuto delle relazioni scientifiche: «La riabilitazione della malattia psichiatrica è materia complessa ,che può trovare giovamento dall’integrazione tra gli operatori sanitari di un Dipartimento di Salute Mentale Interaziendale, uno strumento assistenziale prioritario».

Debora e Demetrio A margine del convegno, una notizia che ha coinvolto i relatori: due ex pazienti della struttura di riabilitazione psichiatrica “Il Lago”, presenti in sala, hanno annunciato il loro matrimonio per il prossimo 28 giugno presso il Comune di Passignano. Uno dei testimoni sarà proprio il dottor Salierno, che ha firmato il progetto di riabilitazione dei due pazienti, Debora e Demetrio, che hanno superato fasi anche acute della malattia e proprio dividendo gli spazi della casa di accoglienza, hanno iniziato una storia sentimentale che sarà salutata in occasione delle nozze da altri ex pazienti e dagli stessi amministratori comunali.

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