di Daniele Bovi
Entro novembre oltre 200 lavoratori delle province di Perugia e Terni passeranno in forze alla Regione. A dettare i tempi è l’assessore regionale alle Riforme Antonio Bartolini che lunedì pomeriggio, insieme ai presidenti dei due enti, ai sindacati e all’assessore Fabio Paparelli ha firmato il protocollo d’intesa che regola «il trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali» delle province a palazzo Donini. «Entro settembre – ha assicurato Bartolini – porteremo l’assestamento di bilancio con le risorse previste per questa operazione in consiglio regionale e poi l’obiettivo, ambizioso, è quello di ricollocare il personale entro novembre». Per quanto riguarda i numeri, come scritto nel protocollo «è in fase di completamento il percorso di rilevazione delle risorse», ma qualche dato è già possibile metterlo sul tavolo.
Oltre 200 lavoratori Tra Perugia e Terni i lavoratori che passeranno all’organico della Regione sono tra i 170 e i 180, più altri 50 o 60 che, attraverso un altro protocollo verranno assunti dal sistema delle agenzie e delle aziende sanitarie regionali. Per quanto riguarda i primi, attraverso l’assestamento di bilancio verranno messi a disposizione 6,5 milioni di euro; soldi che, come ha specificato Bartolini ai sindacati, attengono a impegni strutturali che valgono quindi anche per le prossime annualità. Tutti i nodi ovviamente non sono sciolti: basti pensare a quello che riguarda la polizia provinciale, i cui agenti in teoria dovrebbero passare in forze ai comuni, e ai dipendenti dei centri per l’impiego così come ai lavoratori ex Anas. Tutti capitoli per i quali bisogna attendere la fine del percorso di conversione del decreto legge 78.
Il protocollo Attraverso il protocollo la Regione si impegna a reperire le risorse e ad adottare un «piano di riassetto organizzativo», mentre per tutti i soggetti coinvolti l’impegno è quello di dare vita a tavoli tematici tecnici su singoli temi, monitorare il percorso di riordino ogni tre mesi e più in generale creare un assetto istituzionale maggiormente in grado di «garantire la funzionalità degli enti, la loro sostenibilità, la migliore accessibilità e qualità dei servizi e delle prestazioni, la piena valorizzazione dei lavoratori della pubblica amministrazione tendendo all’obiettivo “zero esuberi”». Insomma, nessun dipendente, almeno secondo i piani, deve essere lasciato per strada. «Oggi – ha detto riguardo al protocollo Paparelli – chiudiamo in modo soddisfacente una prima parte del lavoro dando un segnale importante e concreto».
Primo passo «Il protocollo che firmiamo – ha detto Bartolini – è un primo passo che non risolve però tutti i problemi». Concetto ribadito anche da Leopoldo di Girolamo, presidente della provincia di Terni, e dal collega Nando Mismetti per quella di Perugia: «Rimangono – ha detto quest’ultimo – enormi punti interrogativi sia sul piano finanziario che su quello dei servizi». I due enti non sono riusciti ad approvare, per mancanza di ricorse, i bilanci di previsione entro i tempi stabiliti e così Mismetti ha annunciato che tornerà a convocare il prefetto, «al quale spiegheremo cosa può succedere a settembre con la riapertura della scuola» tra impossibilità di fare manutenzioni e di pagare il riscaldamento.
Twitter @DanieleBovi
