Rsu della Provincia di Perugia

di Ivano Porfiri e Massimo Colonna

«Noi ci sentiamo formiche, non cicale». I dipendenti della Provincia di Perugia, per bocca delle Rsu dell’ente, liquidano con una battuta la polemica politica sulla gestione passata, aggiungendo che «probabilmente in passato la Regione ha sottofinanziato le deleghe e la Provincia le ha gestite in disavanzo». A parte questo, le Rsu sono entrate a muso duro sull’attuale riforma e le conseguenze su una fetta dei dipendenti, che rischiano di restare in mobilità nel processo di trasferimento delle funzioni. Sarebbero circa 250 su 900 solo a Perugia che, viene precisato in conferenza stampa «non sono numeri, ma persone, famiglie e per tali devono essere trattate».

Videoinchiesta tra dipendenti: tensione e proteste

Sciopero Le rappresentanze sindacali, scaduto il termine del 30 settembre senza risposte sul fronte della chiusura del bilancio (la partita è in mano alla prefettura che entro 20 giorni potrebbe adottare una deroga per far evitare la procedura di default), hanno deciso di rompere gli indugi e avviare le forme di protesta deliberate nel corso dell’ultima assemblea. La prima sarà uno sciopero di due ore proclamato per venerdì 16 ottobre dalle 14 alle 16.

Fotogallery: la preoccupazione sui volti dei dipendenti

Appuntamento a Villa Umbra Ma il punto con la stampa è stato fatto soprattutto perché «siamo alla vigilia – hanno detto i sindacalisti – di un appuntamento importante: il confronto con la Regione che si terrà domani (martedì, ndr) a Villa Umbra. Lì vogliamo risposte precise, basta chiacchiere e ipotesi».

Un dipendente: «Rinuncio a stipendio ma salviamo i servizi»

Incertezza sui numeri Delle due questioni dirimenti (trasferimenti e pericolo default), il primo punto toccato è stato quello dell’incertezza sui dipendenti che verranno ricollocati a seguito della riforma. Il numero ufficiale, fotografato all’8 aprile 2014 come stabilisce la legge Delrio, è 242 e si tratta dei dipendenti delle cosiddette “funzioni delegate” ovvero quelle che torneranno in capo alla Regione. «Da quello che è stato dichiarato – hanno detto gli esponenti Rsu – la Regione ha le risorse per prenderne dai 150 ai 181 quindi ne resterebbero fuori dai 60 ai 90. In verità la Regione si è impegnata a una ricognizi0ne presso altri enti per ricollocarne altri 40 ma, ad oggi, non è chiaro come e dove andranno. Mancherebbero 18-20 persone quindi per noi comunque questo non è sufficiente. Il 31 ottobre chi non sarà ricollocato sarà in soprannumero e andrà nel portale web del ministero a disposizione di chi dovesse servire. Si aprirà un mercato del lavoro di questo tipo e per noi è inaccettabile».

“Cittadino e Provincia”: scatta la protesta

Polizia, viabilità e lavoro Ci sono poi altre partite come la polizia provinciale e gli ex dipendenti Anas della manutenzione stradale. I poliziotti sono 113 a Perugia e 20 a Terni. «Prima il governo doveva assegnarli ai Comuni, poi ci ha ripensato. La Regione pensa di ricollocarne i 2/3 presso i Comuni ma attende che la legge stabilità sostenga i Comuni in questo senso. Chiarezza zero». Per la viabilità si tratta di 93 a Perugia e 42 dipedenti a Terni che dovrebbero restare a carico delle Province. «Qui sorge il problema del bilancio: se dovesse esserci un dissesto si aprirebbe una voragine». Altro capitolo ancora è quello dei Centri per l’impiego, la formazione e il lavoro: «Siamo ancora in attesa delle convenzioni Stato-Regione. Palazzo Donini ha detto che vuole finanziare la partita per un terzo (lamenta mancanza di fondi). Non sappiamo però i dettagli del provvedimento della Regione».

Ufficio stampa e posizioni organizzative Nel caos generale si è inserita anche la questione dell’ufficio stampa, con la sospensione della testata di comunicazione istituzionale “Cittadino e Provincia”. «Il problema è figlio della non conferma delle posizioni organizzative – è stato precisato – quindi neppure quella del direttore responsabile della testata. Ma altrettanto gravi sono le non conferme, ad esempio, del responsabile sicurezza e dell’avvocatura. Si sono aperti buchi pericolosi, che rischiano di creare problemi gravi».

Basta parole In questa nebulosa, si stagliano le angosce di chi non sa cosa sarà del suo lavoro. Al momento non sono a rischio gli stipendi, almeno fino a fine anno. «Noi – sottolineano dalle Rsu – non ci accontentiamo più di dichiarazioni di stampa o ipotesi. Domani si devono tradurre in pratica i le promesse e dare garanzie precise. L’obiettivo deve essere la piena ricollocazione, poi sul come possiamo anche parlarne. C’era un protocollo fatto con i sindacati che diceva: esuberi zero. Deve essere rispettato».

Sciopera anche Terni Anche a Terni lunedì mattinale Rsu hanno avuto un incontro con il presidente della Provincia, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo. Al termine del vertice la decisione delle Rsu e delle organizzazioni sindacali è stata quella di proclamare lo sciopero dei dipendenti di due ore per la giornata di venerdì 16 ottobre.  Al tavolo, da quanto si apprende, avrebbero chiesto al presidente il quadro della situazione economica anche in vista dell’approvazione del bilancio di previsione. Di Girolamo ha risposto sostanzialmente affermando che la questione riguarda il governo centrale e che la Provincia ha scarso margine per ulteriori sforzi economici. Prima dello sciopero del 16 il prefetto di Terni convocherà le parti per un tentativo di conciliazione, una prassi prevista dalle legge che regola gli scioperi dei dipendenti pubblici. Se anche quel tavolo non porterà a soluzioni lo sciopero sarà il passo successivo.

Di Girolamo «Alla rsu ho fatto presente il quadro delle difficoltà finanziarie che permangono anche dopo il decreto di ripartizione del governo che ha assegnato alla Provincia 820 mila euro». Lo ha detto stamattina il presidente Leopoldo di Girolamo, a margine dell’incontro con la rsu della Provincia. «Ai rappresentanti dei lavoratori – ha aggiunto di Girolamo – ho detto che in queste condizioni non è possibile fare il bilancio di previsione». Di Girolamo ha anche comunicato il proprio impegno «a continuare il confronto con Regione e governo per rendere possibile la redazione dello schema di bilancio. Entro ottobre – ha poi reso noto il presidente – verrà fatta la nuova dotazione organica coinvolgendo la rsu per dare corpo al nuovo ente di area vasta e avviare concretamente le procedure di mobilità verso la Regione e gli altri enti». Sul fondo dirigenti, per il quale la rsu ha chiesto un provvedimento da parte del presidente, di Girolamo ha comunicato di voler valutare la situazione anche a fronte di quanto reso noto pochi giorni fa dai dirigenti della Provincia di Perugia.

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