Alcuni dipendenti della Provincia di Perugia (foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

Qualcosa lo ha fatto la Regione aggiungendo risorse a quelle già previste per la riallocazione del personale, qualcosa lo ha fatto il governo iniettando denaro fresco per evitare il tracollo finanziario degli enti. Sì, perché la crisi delle Province ha queste due facce della medaglia: da una parte la forte preoccupazione dei lavoratori per le conseguenze della riforma, dall’altra quelle dei presidenti per l’impossibilità di chiudere i bilanci data la penuria di risorse. Nonostante alcuni passi in avanti, però, il barometro continua a indicare burrasca.

Videoinchiesta tra dipendenti: tensione e proteste
Fotogallery: la preoccupazione sui volti dei dipendenti

Fallita la conciliazione Dopo le assemblee dei giorni scorsi e il blitz in consiglio regionale, il presidente della Provincia di Terni Leopoldo Di Girolamo aveva scritto al prefetto chiedendo un intervento per poter chiudere il bilancio. Ma ai prefetti sono ricorsi anche i dipendenti per il loro problema principale: trovare una ricollocazione per salvare il posto di lavoro. A Perugia questo stato di agitazione di tutti i lavoratori continua. A darne comunicazione, la Rsu della Provincia di Perugia a seguito del ‘fallimento’ del tentativo di conciliazione venerdì mattina in prefettura. La riunione era un passaggio obbligatorio tra la parte pubblica (datore di lavoro) e i rappresentanti dei lavoratori per scongiurare nuove forme di protesta. «A questo punto, i dipendenti della Provincia di Perugia – spiegano i rappresentanti sindacali – attiveranno le forme di protesta già deliberate nell’assemblea del 28 settembre». Si andava dalla possibilità di sciopero all’occupazione del consiglio regionale.

Scani, vicecoordinatrice Rsu della Provincia di Terni: video
Dipendenti in assemblea: fotogallery
Presidio dei lavoratori della Provincia di Terni: fotogallery

Punto della situazione La Rsu della Provincia di Perugia ha, inoltre, convocato una conferenza stampa urgente per fare il punto sulla gravissima situazione in cui versa l’ente per lunedì 5 alle 11 nella sede centrale di piazza Italia. L’incontro con la stampa sarà anche l’occasione per riepilogare tutte le questioni ancora aperte relative al processo di riordino che saranno, altresì, l’oggetto del tavolo di governance fissato per martedì 6 ottobre.

Un dipendente: «Rinuncio a stipendio ma salviamo i servizi»

Terni: Rsu incontra Di Girolamo Intanto anche a Terni la Rsu si muove. Lunedì mattina alle 11, mentre a Perugia si incontra la stampa, nella città dell’acciaio è previsto un incontro con il presidente Leopoldo di Girolamo per discutere delle problematiche legate al bilancio, ai servizi e ai dipendenti di Palazzo Bazzani. A seguire, rende sempre noto la Rsu, si svolgerà l’assemblea della rappresentanza sindacale unitaria durante la quale si valuteranno i risultati dell’incontro con il presidente e si decideranno le azioni da adottare, stante la persistente situazione di grave incertezze e precarietà che interessa la Provincia di Terni.

Chiude ‘Cittadino a Provincia’ Tra le varie conseguenze dei tagli c’è anche la sospensione testata “Cittadino e Provincia”, organo di comunicazione della Provincia di Perugia. A tal proposito l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, l’Associazione stampa umbra e il Gruppo ffici stampa ritengono la decisione «inaccettabile, perché pretestuosa e immotivata». «La motivazione addotta dagli uffici e dalla Direzione – viene spiegato – che vede nell’obbligo da parte dell’Ente di dover corrispondere al direttore responsabile della Testata un riconoscimento economico aggiuntivo in ragione della sua “responsabilità”, non ha alcun fondamento giuridico nell’ambito delle norme che regolano il rapporto di lavoro giornalistico nella pubblica amministrazione. Per esseri chiari la Provincia di Perugia non deve tirare fuori un solo euro in più per editare “Cittadino e Provincia”. Ma la inspiegabile volontà dell’Ente di chiudere la testata si era già manifestata a fine giugno scorso, in occasione proprio del cambio della Direzione responsabile a seguito del pensionamento del precedente Direttore. Poi la registrazione è stata fatta così da poter continuare ad editare. Ora si torna nuovamente sulla questione con la pervicace volontà di sospendere la testata, ma perché proprio ora nel momento in cui sono più che mai necessarie informazione e trasparenza? Tale decisione comporta grave e immotivato nocumento ai giornalisti, che da anni operano per la Provincia di Perugia e che si troverebbero in difficoltà anche in relazione ad eventuali casi di mobilità come previsto dal Decreto Madia. Inoltre la Provincia vedrebbe spegnersi, proprio in questo momento così difficile e complesso per l’ente e per i suoi dipendenti, una finestra informativa di grande importanza per la comunità tutta, per gli stessi dipendenti e in relazione al rilevante servizio che l’ufficio stampa dell’Ente sta svolgendo per i Comuni. Ai giornalisti, infatti, in mancanza di una testata (perché sospesa), non potrà essere chiesto di fare informazione e quindi di redigere comunicati stampa riducendo così la Provincia al silenzio. Tutto questo rischia inoltre di precarizzare dipendenti giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine che, stante anche il loro livello professionale (CAT C, peraltro non adeguato neanche rispetto a quanto prevede la legge 150/2000), rischierebbero in questa situazione di confusione di esser assegnati ad altre mansioni. Si tratterebbe quindi per questi colleghi di una ulteriore, immotivata penalizzazione, che andrebbe ad aggiungersi alla situazione di grande precarietà e preoccupazione per il futuro lavorativo che condividono con gli altri dipendenti della Provincia di Perugia e di altre Province italiane». Per questi motivi Asu, Gus e Odg chiedono un incontro urgente al presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti.

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