di D.B.
Sul caso del pronto soccorso di Città della Pieve la palla passa al Consiglio di Stato. Nella giornata di venerdì infatti la Usl ha comunicato al Comune di Città della Pieve di aver depositato il ricorso contro la sentenza del Tar che ha dato ragione al sindaco della vicina Montegabbione «nonostante questa amministrazione – dice il sindaco pievese Fausto Scricciolo – avesse espressamente richiesto (sia alla Regione che alla stessa Usl) di astenersi da tale atto». In realtà quello dell’ospedale umbro non è un vero e proprio pronto soccorso ma un «Pps», ovvero un «punto di primo soccorso», una differenza non da poco dato che in una struttura del genere le emergenze più importanti, ovvero i codici gialli e rossi, non possono essere trattati. Anche le risorse, umane e tecnologiche, sono estremamente limitate; insomma, il «Pps» serve solo per codici bianchi o verdi, per un dito rotto o giù di lì, mentre per tutto il resto bisogna andare a Castiglione del Lago se non a Perugia.
LA SENTENZA DEL TAR
PRESSING SU USL E REGIONE: «RIAPRITELO»
Mantenere i servizi «Nella comunicazione – spiega il Comune – la Usl afferma che il Pps è un’articolazione del pronto soccorso del Trasimeno ed effettua tutte quelle prestazioni che possono essere risolte in loco. Nella stessa nota si comunicano anche le implementazioni di posti letto di osservazione, da sempre fatti oggetto di richiesta da parte di questa Amministrazione». Una situazione di fronte alla quale il Comune ha nuovamente chiesto che quello della Pieve diventi un vero pronto soccorso, «un servizio che sia capace di intervenire e affrontare in modo appropriato tutte le diverse casistiche che si possono presentare. Al contempo nella stessa nota si è evidenziato che, qualunque sia l’esito del pronunciamento del Consiglio di Stato, dovrà mantenersi a Città della Pieve il pronto soccorso con le caratteristiche sopra richiamate»; in più «viene con fermezza richiesto il mantenimento di tutti gli impegni assunti che debbono rapidamente portare al completamento dei lavori avviati per l’ampliamento, incremento e potenziamento dei servizi erogati». La battaglia va avanti.
Twitter @DanieleBovi
