di Elle Biscarini
Primo maggio in Umbria contro la guerra e per i diritti, contro la repressione e per la pace. A Perugia, attorno alla stazione, corteo organizzato da Si Cobas, Operatori sociali autorganizzati Perugia, Fronte della gioventù comunista – Perugia e Fronte comunista, insieme alla comunità palestinese. Cgil, Cisl e Uil, invece, riempiono la piazza a Foligno per chiedere «pace, lavoro e giustizia sociale». Le manifestazioni dei sindacati a Perugia e Terni invece sono state annullate causa maltempo.
Perugia Parte da via Palermo, al grido di ‘Libertà per Gaza’, il corteo dei Cobas: a reggere lo striscione, tante donne, molte musulmane, appartenenti alla comunità palestinese perugina. Si passa per via Birago e via del lavoro, con interventi e cori per la fine della guerra in Ucraina, il disarmo, lo stop al genocidio palestinese, le richieste di studenti e lavoratori alle istituzioni cittadine e nazionali. «La competizione internazionale tra gli stati capitalisti sta trascinando i popoli di tutto il mondo in una spirale di distruzione» si legge nel comunicato stampa. E poi interventi sulla repressione delle proteste da parte delle forze dell’ordine, «in un clima politico nel quale la stagnazione salariale, i mancati rinnovi dei contratti nazionali e il caro-vita rendono sempre più difficile la vita dei lavoratori e delle lavoratrici».
Foligno Grande partecipazione per il Primo maggio regionale di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria che hanno scelto Foligno per celebrare il lavoro. ‘Costruiamo un’Europa di pace, lavoro e giustizia sociale’, questo lo slogan scelto a livello nazionale che ha fatto da sfondo anche alla manifestazione umbra, nella quale sono intervenuti i segretari di Cgil, Cisl e Uil Umbria, Maria Rita Paggio, Angelo Manzotti e Maurizio Molinari. Dai sindacati si sottolinea che per l’Italia, e per una piccola regione come l’Umbria, che invecchia e si spopola a ritmi preoccupanti, dove i salari e le pensioni sono troppo basse, dove continua la strage dei morti sul lavoro, dove crescono le liste d’attesa e aumentano i cittadini che rinunciano a curarsi, c’è futuro solo dentro un’idea di Europa dei popoli e non della moneta, un’Europa democratica fondata sul lavoro, che sconfigga la precarietà, con un sistema fiscale equo, ripudi la guerra e contrasti la crisi climatica.
Responsabilità Non mancano gli appelli al governo: dalla piazza di Foligno si chiede a gran voce il cessate il fuoco sia a Gaza che in Ucraina, e si auspicano gli Stati uniti d’Europa. «È inaccettabile l’idea di usare le guerre come mezzo di regolazione degli interessi, prima di tutto economici per questo la prima richiesta, che è anche dell’Onu, è l’immediato cessate il fuoco» dice Paggio. Da via del lavoro, invece, Si Cobas punta il dito contro la classe politica bipartisan: «Non esistono governi amici da sostenere: centro destra e centro sinistra sono responsabili i principali responsabili della macelleria sociale che da decenni colpisce la nostra classe. L’unico strumento che abbiamo a disposizione è la lotta».
