La ripa di Pretola

di Daniele Bovi 

Il termine dei lavori sulla ripa di Pretola slitta ulteriormente, con il Comune che dà un “ultimatum” alle aziende coinvolte: il cantiere va chiuso «inderogabilmente» entro il 10 settembre, in tempo per l’avvio dell’anno scolastico. Il tribolato cantiere è partito nel luglio 2023 ed è stato finanziato con 2,3 milioni di euro di fondi Pnrr per la mitigazione del rischio idrogeologico della ripa.

Il cantiere Il 15 maggio scorso Palazzo dei Priori ha approvato una perizia di variante «a seguito di circostanze impreviste e imprevedibili – scriveva il Comune – riferite alle opere in parete e alla viabilità comunale»; imprevisti che hanno comportato la necessità di fare ulteriori lavori per 424 mila euro. Un mese dopo la variante è stata formalizzata e, contestualmente, l’Amministrazione ha concesso ulteriori 60 giorni di tempo. Teoricamente quindi i lavori sarebbero dovuti finire prima di Ferragosto.

Altra proroga Pochi giorni fa però l’azienda che si è aggiudicata l’appalto ha chiesto una nuova proroga fino al 30 settembre. Le motivazioni? «L’esecuzione dei lavori – scrive la ditta al Comune – è stata condizionata da numerose chiusure e riaperture della strada comunale che si sono rese necessarie per evitare eccessivi disagi ai residenti durante periodi festivi o manifestazioni locali»; un apri e chiudi che ogni volta ha comportato «attività di notevole entità». 

I motivi Alla sostituzione di tutte le infrastrutture a reti poi sono intervenuti in certi casi anche gli operai dei diversi enti gestori, il che  «ha creato notevoli ritardi all’esecuzione dei lavori dovuti alla difficile coordinazione tra imprese per evitare sovrapposizioni nel rispetto delle norme di sicurezza». E sempre per garantire agli operai di lavorare in sicurezza sulla ripa, il cantiere durante le giornate di pioggia o di caldo rovente si è fermato. Da ultimo, la perizia ha comportato la necessità di comprare alto materiale, non sempre facilmente reperibile. Ragioni certamente valide ma per il Comune non si potrà andare oltre «il nuovo e inderogabile termine» del 10 settembre, un giorno prima dell’avvio dell’anno scolastico 2024/2025.

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