di M.T.
Non sarà gioco facile per il Comune fare passare il progetto che la maggioranza ha in testa sul Turreno. Non lo sarà neppure per l’opposizione persuadere la maggioranza su un progetto differente. Più grande. Tantomeno sarà gioco facile trovare una via di mezzo.
La matassa ingarbugliata Tra quanto detto e quanto non lasciato emergere c’è sempre uno scarto. Che qualche male lingua quantifica in un progetto in fase avanzata dove ci sarebbero già accordi, magari non scritti. Insomma se da un lato il Comune non esce allo scoperto con il progetto in cantiere (alle telefonate di Umbria24 è stato risposto: «Preferiamo il silenzio sulla questione»), dall’altro l’opposizione mette le mani avanti e, avendo annusato che la maggioranza non avrebbe intenzioni di scendere a compromessi, punta alla totale trasparenza. Dalla serie: venite in piazza, davanti ai cittadini, e parliamone.
VIDEO IL TEATRO TURRENO COME E’ OGGI
I soldi Se si tiene conto poi del fatto che la Regione, con maggioranza di colore opposto al Comune, ha messo già i quattrini, allora la complessità della partita salta all’occhio in tutta la sua plasticità. Alla domanda quanti quattrini mette invece il Comune? Da Palazzo Priori rispondono: «L’ammontare dell’asse ‘Cultura’ di Agenda urbana, non destinata ad altro, ma interamente al Turreno». Ovvero i fondi comunitari ‘girati’ dalla Regione al Comune «che ammontano a 1 milione 600 mila euro».
Un Consiglio comunale aperto Insomma questione di quattrini. Ma anche di posti. A sedere, e in piedi se, combinandoli, si riuscisse ad addivenire a un progetto condiviso. Sul punto, nei giorni precedenti, si sono espressi gli addetti ai lavori come Virgilio Ambroglini, presidente della fondazione ‘Sergioperlamusica’. Ora scende in campo anche l’opposizione: «Egregio presidente – scrivono il consiglieri del Pd e il socialista Arcudi -, le chiediamo di calendarizzare la convocazione di un Consiglio comunale aperto alla partecipazione di esperti e professionisti, associazioni ed organizzazioni, università e istituzioni culturali sui progetti di riqualificazione e di nuova destinazione dell’ex-Cinema Teatro Turreno, alla luce del protocollo d’intesa tra Regione Umbria, Comune di Perugia e fondazione Cassa di risparmio sottoscritto il 27 luglio 2015».
Un passo indietro «La struttura – ricordano gli stessi consiglieri – è stata acquistata dalla fondazione Cassa di risparmio e ceduta a titolo gratuito a Comune e Regione rispettivamente per due terzi e un terzo, al fine di rilanciare il Turreno come luogo di promozione e produzione culturale. Ad oggi, però, non risulta che il Comune di Perugia abbia presentato alcun progetto di riqualificazione con le suddette finalità, nonostante la Regione abbia già stanziato un ingente investimento di risorse per il recupero funzionale del Turreno, attingendo non soltanto dal Por Fesr 2014/2020, ma anche mediante altri filoni di finanziamento, per un totale pari a 3 milioni e 100 mila euro. Per questi ritardi ad oggi i fondi dell’Agenda urbana per l’intera città di Perugia sono vincolati a tale progetto e risultano bloccati».
Nodo capienza «Appare del tutto evidente la necessità di un progetto di rigenerazione urbana innovativo che abbia come fine di dotare la nostra città di un auditorium con dimensioni adeguate ad ospitare concerti e spettacoli e in grado di competere a livello regionale e nazionale con le più importanti strutture funzionanti. L’assenza di una struttura come quella descritta limita l’attrattività di Perugia e le sue potenzialità in campo musicale, artistico e culturale. Costringendo, inoltre, gli operatori del settore a spostarsi in auditorium limitrofi o ad utilizzare strutture sportive non acusticamente adeguate (ad esempio il Palaevangelisti e il Santa Giuliana) creando difficoltà ed incomprensioni con il mondo dello sport». Dopo l’incontro di giugno sul ‘nodo capienza’, ora chiedono «un Consiglio comunale aperto ricordando anche la norma: ‘Il presidente del Consiglio Comunale è tenuto a riunire il Consiglio, entro il termine perentorio di venti giorni, quando lo richieda un quinto dei consiglieri’».
Canto e controcanto A palazzo Priori Umbria 24 ha chiesto: «Sull’argomento, vorremmo il canto e il controcanto», ma viene risposto: «Al controcanto, preferiamo il silenzio e operare. Procedete pure solo col ‘canto’». Bene, il canto dice: ‘Chi mette i soldi dovrebbe anche poter decidere. O, gentilmente, concordare. Impensabile che con i soldi degli altri si pensi di avere ‘mani libere’.
