di M.G.P.
Il concerto di Povia a Terni ha agitato le acque, calme fino ad ora, tra Palazzo Spada e la comunità Lgbtqia+. Dopo l’esibizione dell’ultimo dell’anno in piazza Ridolfi un post dell’associazione Esedomani compare sui social: «Noi qui a Terni speravamo solo di iniziare l’anno senza sentirci un po’ offesə dalla selezione dellə artistə», recita. Il gruppo, senza entrare nel merito del valore artistico del cantante, è bene sottolinearlo, punta il dito contro la scelta di Palazzo Spada: «Meriteremmo rispetto e coerenza dalle istituzioni, non solo a parole ma anche nei fatti e nelle scelte».
Povia a Terni C’è da dire che, dopo lo spettacolo, il cantante, intervistato dalla stampa locale, ha parlato del suo brano ‘Luca era gay’ e delle ‘tematiche arcobaleno’ in generale: «’Luca era gay’ è stata una canzone fraintesa, è la storia di una persona che ho conosciuto nel 2003 – ha detto Povia -. Le persone che si vogliono bene se stanno bene e sono tranquille, io non dico neanche serene perché la serenità esiste a sprazzi, ma se una persona è tranquilla con se stessa non la giudico per il suo orientamento sessuale, può stare con chi vuole. L’importante è che sia tranquilla, se una persona comincia ad essere arrogante verso una persona che non la pensa come lui c’è il cortocircuito. La libertà se è un valore assoluto o è per tutti o per nessuno». Insomma, l’artista stesso post concerto esprimendo la sua opinione, in estrema sintesi, ha parlato di libertà e rispetto. L’associazione ternana infatti nel post social non ‘commenta’ tanto il cantante in sé, quanto la scelta del Comune.
Esedomani-Comune di Terni «Non siamo qui a fare il processo al valore artistico di Povia. Non siamo giudici di un talent show. Siamo solo un’associazione che rappresenta la comunità Lgbtqia+ (quella gente strana che, a quanto pare, esiste anche a Terni), e non abbiamo potuto non esserci sentitə basitə nell’aver visto e ascoltato sul palco di una festa che abbiamo contribuito a pagare anche noi (perché saremo anche diversə e secondo alcunə da curare, ma le tasse le paghiamo anche noi e alle urne elettorali ci andiamo come e più di altrə) un personaggio che da anni continua a mancarci di rispetto, lucrandoci bene anche sopra, oltretutto! Noi qui a Terni speravamo solo di iniziare l’anno senza sentirci un po’ offesə dalla selezione dellə artistə, o quanto meno dalla scelta dei prezzi cantati, sarebbe bastato davvero poco, come se Terni poi non avesse musicistə che avrebbero potuto tranquillamente esibirsi. E se questa è una strategia del Comune per rendere la nostra città più inclusiva, rispettosa e moderna, beh, non l’abbiamo mica compresa tanto bene! Terni non è un palcoscenico o un talent show, ma una città dove ci sono persone vere, diverse tra loro eppure accomunate dall’appartenenza ad un territorio e ad una comunità cittadina e tuttə noi meriteremmo rispetto e coerenza dalle istituzioni, non solo a parole ma anche nei fatti e nelle scelte. Siamo solo a Terni, non in una commedia di Shakespeare, e il buongiorno si vede dal mattino». Il vicesindaco Riccardo Corridore intanto sui social ha risposto: «Usciamo dai luoghi comuni. Dobbiamo avere il coraggio di dire ciò che pensiamo sempre e comunque e non per ‘tentare di accaparrarci voti’. Ho chiesto a Povia la sua idea politica, mi ha confessato di sentirsi di sinistra!». Aria tesa insomma tra Palazzo Spada ed Esedomani Terni che avevano cominciato ‘col piede giusto’ dopo il patrocinio dell’Ente al Pride di giugno, la presenza di uno stand del gruppo alla festa di Alternativa popolare in Passeggiata e la registrazione da parte del sindaco Bandecchi di un figlio di due donne, gesti che avevano chiarito la posizione della nuova amministrazione comunale nei confronti della comunità Lgbtqia+ che però ora dichiara: «Per il momento ci sentiamo senza casa in una giornata piovosa». Dopo la ‘tempesta’ si spera comunque in un arcobaleno.
