Un ufficio postale

Meno giorni di apertura e ora non si possono neppure più aprire o chiudere conti correnti e attivare prodotti finanziari. Desta forte allarme a Piegaro la decisione di “declassare” l’ufficio postale del capoluogo, al punto che la Giunta comunale guidata dal sindaco Roberto Ferricelli ha immediatamente provveduto ad approvare una delibera per sollecitare «Poste Italiane affinché provveda quanto prima al ripristino della piena operatività e funzionalità degli Uffici di Piegaro, Castiglion Fosco e Pietrafitta anche in termini di apertura settimanale».

Meno ore e servizi Gli uffici del capoluogo e di Castiglion Fosco infatti, a seguito della riorganizzazione di Poste Italiane decisa a livello nazionale, hanno già subito una riduzione dei giorni di apertura, passati da cinque a tre. A ciò si aggiunge adesso la novità, segnalata da alcuni cittadini e confermata telefonicamente dalla stessa società, dell’impossibilità presso l’ufficio di Piegaro, come già accade nelle due frazioni, di effettuare operazioni finanziarie e di apertura di conti correnti. Operazioni per le quali si invitano gli utenti a rivolgersi agli uffici ubicati in altri territori comunali.

Declassamento inaccettabile «Il provvedimento – è la lettura che dà Ferricelli – suona come una chiara strategia di declassamento dei nostri presidi, al fine di ridurne la centralità e produttività». Insomma, per la Giunta piegarese è il «preludio ad una futura chiusura». E questo in un momento in cui, fa notare il sindaco, Governo e Anci hanno compreso l’importanza di tornare a ridistribuire le funzioni essenziali e i servizi sui territori per garantirne la vivibilità e contrastare il triste fenomeno della spopolamento. Del resto, come è ricordato nello stesso testo di delibera, «Poste Italiane, al momento della scelta di ridurre a tre giorni l’apertura dell’ufficio di Piegaro capoluogo, aveva garantito la piena operatività con la prospettiva di recuperare nel tempo le condizioni per tornare all’apertura a cinque giorni». «Chiediamo dunque – conclude Ferricelli – di rivedere subito le scelte e di tornare a dare piena fruibilità e funzionalità ai nostri uffici postali». Il testo della delibera è stato inviato, oltre che a Poste Italiane spa, anche ad Anci e Mise.

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