Una sedia abbandonata sulle sponde, una bombola da campeggio, polistirolo, lenze e utensili da pesca in un’area dove la pesca non è consentita e almeno sei sacchi di rifiuti indifferenziati già abbandonati sul posto. È il quadro che hanno trovato domenica 4 ottobre i volontari di Legambiente Umbria e del Circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere nell’area di Ponte San Giovanni, dove si è svolta la quarta e ultima campagna stagionale di River litter nell’ambito del progetto Plasticentro.

In totale sono stati rimossi 82 kg di rifiuti, di cui 37,9 kg di vetro, 36 di indifferenziato, 8,5 di plastica e metalli e 220 g di carta e cartone, oltre ai sei sacchi di rifiuti indifferenziati già abbandonati. I materiali raccolti, dicono i volontari, raccontano di un’area frequentata in modo incurante e, in alcuni casi, di abbandoni premeditati.

La giornata di domenica chiude il ciclo di quattro monitoraggi stagionali sulla stessa area del Tevere. Nei tre precedenti erano stati censiti e classificati 630 rifiuti, di cui 353 in plastica, il 56 per cento del totale. Un dato che conferma la tendenza rilevata sull’intero progetto Plasticentro: nelle tre campagne di citizen science realizzate tra primavera 2025 e primavera 2026 lungo i fiumi Tevere e Tronto sono stati registrati complessivamente 12.742 rifiuti, con la plastica che rappresenta l’85,7 per cento del totale. Questi dati, secondo Legambiente, confermano la necessità di intervenire anche lungo i tratti fluviali dell’entroterra, intercettando i rifiuti prima che possano essere trasportati verso valle e raggiungere il mare.

«Le attività sul Tevere ci permettono di vedere concretamente quanto sia importante intervenire alla fonte del problema – dice Martina Palmisano, vice direttrice di Legambiente Umbria e presidente del circolo locale – mai dati dei monitoraggi ci dicono anche che la raccolta da sola non basta: è necessario individuare le fonti della dispersione, rafforzare la prevenzione e continuare a coinvolgere attivamente la cittadinanza e i territori».

Plasticentro è promosso e coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale e realizzato con la collaborazione di Legambiente, ENEA, Arpa Umbria, Arpa Lazio e Università politecnica delle Marche. Il progetto interessa i territori di Umbria, Lazio e Marche e ha previsto l’installazione di tre barriere sui fiumi Tevere, Aniene e Tronto. Fino al 21 luglio 2026 le tre barriere hanno intercettato complessivamente oltre 40 metri cubi di rifiuti, per la maggior parte in plastica. Nello stesso periodo le campagne di raccolta volontaria hanno coinvolto circa 200 persone, rimuovendo complessivamente circa 1,5 tonnellate di rifiuti. Nelle prossime settimane, al termine delle attività nelle tre regioni, sarà pubblicato il bilancio finale del progetto.