Traffico (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Chia.Fa.

Subito dietro alle città della pianura padana spuntano Frosinone, Genova, Avellino e Terni. C’è anche la città di San Valentino tra le 55 più inquinate d’Italia secondo il rapporto Mal’aria di Legambiente che ha tirato le fila del 2018 sulle maggiori concentrazioni di polveri sottili e ozono rilevate nel paese, tenendo in considerazione gli sforamenti invernali delle Pm10 (più di 35 giorni l’anno oltre i limiti) e quelli estivi per l’ozono (25 giorni l’anno oltre i limiti). «In 24 dei 55 capoluoghi il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’anno» e anche tra questi c’è Terni.

Terni 23esima La maglia nera dell’associazione ambientalista quest’anno va a Brescia con 150 giorni dell’anno appena trascorso segnati da problemi della qualità dell’aria, segue Lodi con 149 e Monza con 140, mentre alla 23ma posizione, appena fuori dal primo blocco di città dell’area padana, si inserisce Terni con 86 giornate da disco rosso, di cui 49 per le Pm10 e le restanti 37 per ozono. In questo senso Terni compare anche nella classifica delle centraline di rilevamento coi dai più critici per le polveri sottili, a consegnarli il quartiere Le Grazie che con 49 sforamenti si piazza in sedicesima posizione su una classifica che coinvolge 26 centraline di diverse città capoluogo: al primo posto qui c’è Torino Rebaudengo con 87 giornate da codice rosso. Per quanto riguarda l’ozono, invece, Legambiente ha tenuto in considerazione i risultati  dell’impianto di Borgo Rivo, dove si sono contate 37 giornate con livelli oltre soglia: l’area a Nord della città si piazza alla 37ma posizione a fronte di 56 capoluoghi con livelli di ozono fuorilegge.

@chilodice

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