di Daniele Bovi
La certezza al momento è una: non ci sono certezze. Per i 95 agenti della polizia provinciale di Perugia e per i 20 di quella di Terni al momento la situazione è questa: non è chiaro quanti sono gli esuberi e non si sa quanti rimarranno nelle due Province, quanti passeranno in forze ai Comuni e se e quanti alla Regione. Un rebus che dovrebbe essere definito nel corso dell’anno. Della questione, per quanto riguarda i lavoratori della Provincia di Perugia, ne ha discusso la commissione Bilancio nella sede dell’ente di piazza Italia. I consiglieri al termine dei lavori hanno chiesto un incontro urgente ai vertici dell’ente e alla Regione. «L’unica cosa certa al momento – ha detto il dirigente provinciale Michele Fiscella -, è la presenza degli agenti nel portale nazionale voluto dal ministro Madia e che desta molte preoccupazioni tra i lavoratori».
Nessuna certezza Quanto alla Provincia, alla quale la riforma assegna competenze in materia di viabilità e tutela dell’ambiente, con tutto ciò che questo comporta in termini di controlli e quindi di agenti, probabilmente entro febbraio l’ente dovrebbe definire con precisione la pianta organica. Poi c’è la partita dei Comuni, che possono fare richiesta di agenti da inquadrare all’interno delle rispettive polizie municipali. «All’inizio di dicembre – spiega Fiscella – una ricognizione dell’Anci parlava di 12 posti nei comuni della provincia di Perugia e sei in quelli della provincia di Terni, ma alla fine speriamo siano qualcuno in più. Necessità di più personale nei Comuni c’è, ma poi vanno fatti i conti con i bilanci».
Bartolini Gli occhi sono quindi rivolti alla Regione, che però prima di qualsiasi decisione ricorda quanto fatto fino a ora (oltre 200 dipendenti assorbiti più il personale dei Centri per l’impiego), vuole un quadro della situazione chiaro e invita i Comuni a fare la loro parte. «Oggi – spiega l’assessore regionale alle riforme Antonio Bartolini a Umbria24 – ho chiamato il presidente di Anci De Rebotti, il segretario dell’Associazione Silvio Ranieri e il direttore generale della Provincia di Perugia Stefano Mazzoni per cercare di avere un quadro chiaro di quale sia l’impegno dei Comuni. A oggi, a causa del portale della mobilità bloccato non ci sono dati certi, ma nei prossimi giorni sarà mia cura convocare i due presidenti e l’Anci per fare il punto e capire qual è l’impegno». Solo quando «avremo un quadro chiaro – conclude Bartolini – potrò fare una relazione alla presidente Catiuscia Marini per vedere come andare avanti». Il messaggio però sul dossier è chiaro: la Regione ha già dato, ora sono i Comuni a doversi impegnare.
I numeri Tornando ai lavori della Commissione, il vicepresidente della Provincia Roberto Bertini ha ricordato che «la tipicità della nostra regione è che pur essendo di piccole dimensioni, si hanno numerosi beni da vigilare e mantenere». A mettere sul tavolo i numeri poi è stato Fiscella: in un territorio di oltre 63 mila chilometri quadrati, ci sono 6 parchi naturali, 10 oasi di protezione, 36 zone di ripopolamento e cattura, 61 aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie, 400 allevamenti di selvaggina di vario tipo per un’utenza potenziale di circa 20 mila cacciatori residenti a cui si aggiungono quelli provenienti da altre regioni. Quanto infine alla tutela della fauna ittica e e alla disciplina della pesca ci sono 65 zone di protezione e frega, 8 di pesca a regolamento specifico e 13 campi di gara pesca sportiva.
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