In una nota stampa, della segreteria di circolo del Pd di Pietralunga a firma di Eleonora Benni, viene comunicato l’assenza continuata alle riunioni, da parte del sindaco Mirko Ceci, «pur essendo invitato, visto che è stato rieletto nella lista di Centro-sinistra all’interno del partito Democratico». La segreteria – si legge ancora – ha preso atto del comportamento non adeguato del sindaco», che tra l’altro «ha provveduto a rinnovare la sua tessera direttamente a Perugia senza riconsegnarla presso il Pd di Pietralunga». «Si prende atto che la segreteria Pd, partito di maggioranza di questa amministrazione, dopo la costituzione e la nomina dei componenti eletti in assemblea pubblica dai propri tesserati come previsto dallo statuto, non è mai stata coinvolta nelle decisioni della giunta. Si chiede al sindaco un confronto per conoscere le motivazioni del suo comportamento».
La nota Risponde il sindaco Ceci con «862 ragioni»: «Non è certamente – scrive -, come qualcuno si diletta ad affermare nelle chiacchiere da bar, perché sto valutando di cambiare casacca: io sono del partito Democratico, sono renziano (da quando in Umbria era reato capitale esserlo) e lo sono sia prima che dopo Orte. Sono orgoglioso di non prendere parte ad una segreteria che presenta un numero indeterminato di criticità democratiche e contradittorie!!! E sono orgoglioso di potere rispondere pubblicamente e liberamente alla nota del circolo PD dell’unione comunale di Pietralunga (assenti 4 membri su 7 tenuto conto che due sono invitati permanenti per anzianità). La mia non partecipazione alla segretaria dell’unione comunale del Pd – continua tra le altre cose – è innanzitutto dettata da un regola non scritta ma sempre attuale, secondo cui il sindaco, eletto direttamente dai cittadini, non deve fare parte della segreteria del partito, la quale deve avere una sua vita autonoma rispetto a quella dell’amministrazione, in quanto deve controllare e criticare se necessario l’operato dell’amministrazione, deve stimolare discussioni su questioni d’interesse per la comunità (e non per alcuni), deve selezionare la classe dirigente ed i futuri amministratori. Ben vengano, pertanto, iniziative in tal senso. Ben venga la festa nazionale del PD di cui tanto si parla da qualche mese, se non sarà solo una passeggiata di autorità. Così come non sarò assente a pubbliche assemblee aperte agli iscritti ed ai simpatizzanti, sempre che venga invitato».
L’affondo Mirko Ceci in una lunga e articolata nota nella quale risponde punto per punto alle contestazione aggiunge che «le motivazioni sopra addotte sarebbero già più che sufficienti per giustificare la mia non adesione, ma purtroppo ci sono motivazioni molto più serie. Innanzitutto, mi risulta difficile fare parte di una segreteria politica, dove ci sono ruoli non chiari da parte di un recente iscritto, mio antagonista alle recenti elezioni amministrative del 2014 (non è un mio problema personale ma di rispetto per i 862 elettori della lista di centro sinistra che hanno votato questa amministrazione), che ufficialmente non risulta svolgere alcun ruolo ma che poi effettivamente detta l’agenda politica della segretaria, determinandone, ed è noto a tutti, le scelte. Al suo interno – spiega riferendosi alla segreteria – ci sono componenti titolari di aziende che attualmente eseguono lavori pubblici in appalto per conto dell’amministrazione comunale, regolarmente vinti, e che dall’inizio del nuovo corso politico, hanno l’unico cruccio di discutere le decisioni dell’amministrazione sulla riorganizzazione dell’ufficio tecnico, come risulta dalle numerose richieste effettuate alla segreteria comunale, per tramite il consigliere comunale di recente passato al Pd, di acquisire documenti ed atti relativi alla riorganizzazione della pianta organica ed in particolare dell’ufficio tecnico. Veramente paradossale. L’amministrazione che dovrebbe controllare il buon andamento dei lavori delle ditte appaltatrice tramite il proprio ufficio tecnico, si troverebbe a discutere nella segreteria del circolo della futura riorganizzazione dell’ufficio tecnico con quelli che dovrebbero essere i controllati. Il rischio di un collasso democratico è palese. Da ultimo il motivo quello più semplice, più scontato, ma che raccoglie il pensiero di numerosi iscritti e simpatizzanti, l’individuazione imposta dell’attuale sede del Pd in quella che è stata la ex sede di Forza Italia, Pdl, Lega Nord e Fdu, che si sono succedute in quella sede con il cambio di casacca del consigliere comunale oggi passato al Pd, non sia stata opportuna, anche dal punto di vista augurale, tenuto conto che quelle sezioni sono state tutte chiuse per rissa politica sulla figura dello stesso consigliere». Ma quello che è più assurdo è che tutto ciò sta avvenendo sotto la costante presenza del segretario provinciale e di un consigliere regionale dell’eugubino, che secondo rumors perugini, avrebbero dovuto svolgere un ruolo di mediazione e di pacificazione, ma che a questo punto del mandato ricevuto sono particolarmente preoccupato, vedendo l’evolversi della situazione. Concludendo, nel rispetto dei ruoli, come scritto dalla segreteria del Pd, il sindaco in carica non si sottrarrà al confronto con la segreteria del circolo Pd di Pietralunga, sempre nell’interesse della comunità come da impegno preso nel 2014 nei confronti degli elettori.»
