di Daniele Bovi
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Non è la lettura l’attività più amata dagli umbri nel loro tempo libero. Il dato emerge dal report dell’Istat sulla produzione e lettura dei libri in Italia. Secondo i dati dell’istituto nazionale di statistica infatti nel 2012 solo il 43,9% degli umbri con più di sei anni ha letto almeno un libro nel tempo libero. Tradotto in termini assoluti questo significa che sulla popolazione presa in considerazione, ovvero le 874 mila persone dai sei anni in su, solo 375 mila hanno aperto un libro. Una percentuale comunque in lieve crescita (+3,9%) rispetto al 2011 e, punto più punto meno, in linea con i numeri registrati dal 2005 ad oggi; dal 1995 al 2004 invece le percentuali si sono aggirate tra il 36 e il 37%.
Pochi e deboli Insomma, tutto tranne che una regione di lettori «forti» (quelli, secondo le definizioni, da almeno 12 libri l’anno) e che si trova sotto la media nazionale (46%) e che, come la sua geografia, è a metà strada tra le percentuali del Sud Italia (33%) e quelle del Nord (54%). Un’Italia dove la crescita dei lettori è sempre modesta e dove, dal 1995 ad oggi, quella maggiore è stata nelle fasce d’età dai 55 ai 74 anni (dal 24,6% al 42,3%) e dai 6 ai 10 anni (+13%); in mezzo solo modeste oscillazioni. Nell’ultimo anno invece la quota di lettori più alta è quella tra gli 11 e i 17 anni (60,4%), ma dai 18 in sui si scende già sotto il 50%.
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Genitori lettori Le donne poi (51,9%) leggono più degli uomini (39,7%) e la differenza più netta c’è nella fascia 15-17 anni: 70,8% contro 48,9%. Il titolo di studio, il territorio di provenienza e le condizioni economiche sono fattori importanti per spiegare le differenze anche se quello con più rilevanza, quello che l’Istat chiama «il primo fondamentale fattore di promozione della lettura» è la presenza in famiglia di genitori lettori. Tra i ragazzi di 6-14 anni legge infatti il 77% di chi ha madre e padre lettori e solo il 39,7% di coloro che ha entrambi i genitori non lettori. E se ciò è vero desta allora preoccupazione il fatto che in Umbria, secondo le statistiche dell’Istat ben 44 mila famiglie non hanno libri in casa.
Una su 10 non ha libri In termini percentuali l’11,8% del totale, più di una famiglia su dieci: un valore che piazza tristemente l’Umbria al settimo posto in Italia dopo Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Campania e Abruzzo. Sessantamila invece ne hanno al massimo dieci, altrettante fino a 25 e fino a 60; tra i 100 e i 200 sono 43 mila mentre oltre 400 23 mila. Così come nel resto d’Italia il lettore medio umbro è un «lettore debole», ovvero una persona che nella maggior parte dei casi legge al massimo tre volumi ogni dodici mesi: una fascia che comprende infatti 188 mila persone su un totale di 375 mila. Numeri che scendono vertiginosamente nelle altre fasce: 84 mila infatti leggono al massimo sei libri l’anno e 57 mila fino a 11. I lettori «forti» sono invece appena 47 mila.
Produttori I 500 mila umbri che hanno dichiarato di non aver letto neppure un volume, in percentuale oltre il 55%, piazzano la regione anche qui tra i primi posti in Italia. Un dato al quale è da correlare la scarsa fruizione di attività culturali: chi non legge infatti tende in misura nettamente maggiore rispetto ai lettori a non frequentare mostre, musei o spettacoli teatrali. Di fronte a un quadro di questo tipo che numeri fanno registrare i pochi editori della regione? In totale nel corso del 2012 i 18 editori umbri (18 piccoli e dieci medi) hanno pubblicato 416 opere per una tiratura pari a 582 mila copie, nella maggior parte dei casi catalogate sotto la categoria «varia adulti» (554 mila copie).
