di Chiara Fabrizi

L’Umbria nel 2023 ha assistito in via domiciliare oltre 17 mila nuovi pazienti over 65, raddoppiando di fatto il numero delle persone che avrebbe dovuto raggiungere secondo il target fissato dal Pnrr. È la seconda migliore performance tra Regioni e Province autonome quella realizzata dall’Umbria che centra l’obiettivo fissato per il 2023 dal Pnrr per la misura 1.2.1, che a livello nazionale deve incrementare (entro giugno 2026) il volume delle prestazioni rese in assistenza domiciliare di 800 mila pazienti fin qui mai aiutati a casa, arrivando così ad assistere in via domiciliare il 10 per cento della popolazione ultra sessantacinquenne (in linea con le migliori prassi europee), mentre ora ci si attesta a circa il 5 per cento in media tra le diverse regioni italiane. 

Pnrr, l’Umbria corre sull’assistenza domiciliare In particolare, l’Umbria l’anno scorso ha avuto a disposizione per questo intervento 16,3 milioni di euro, di cui 8,1 milioni provenienti da risorse ordinarie (dl 34/2020) e 8,2 milioni aggiuntivi arrivati col Pnrr. Per il 2023 l’obiettivo fissato nel cammino del Pnrr verso il 30 giugno 2026 era di raggiungere attraverso l’assistenza domiciliare 8.262 nuovi pazienti over 65, ma l’Umbria è andata ben oltre. Sì, perché, stando alle tabelle Agenas diffuse dalla Fondazione Gimbe, i nuovi assistiti over 65 nel 2023 sono stati di 17.042. In altre parole l’Umbria ha fatto registrare un incremento del 206 per cento sul target del Pnrr.

Raggiunti oltre 17 mila nuovi pazienti A correre più veloce dell’Umbria soltanto la Provincia autonoma di Trento, che ha aumentato del 235 per cento il numero degli ultra sessantacinquenne che avrebbe dovuto raggiungere per rispettare le scadenze del Pnrr. Il risultato dell’Umbria, poi, è decisamente superiore a quello medio italiano che, seppur condizionato da profonde differenze tra Nord e Centro da una parta e Sud dall’altra, ha centrato l’obiettivo per l’assistenza domiciliare a nuovi pazienti over 65, realizzando un incremento del 101 per cento. Infine, la performance dell’Umbria è decisamente più positiva di quella di tutte le regioni del Centro Italia: la Toscana si è fermata al 144 per cento, il Lazio al 111 per cento, mentre le Marche hanno realizzato il 101 per cento, come la media nazionale, e l’Abruzzo è sceso al di sotto, col 100 per cento.  

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