di M.Alessia Manti
Nonostante Renzi abbia dato buca, alla Sala dei Notari c’era il pienone per la settima volta di Ezio Mauro al Festival Internazionale del Giornalismo. Anche del sindaco di Firenze si è comunque parlato nella twitterview al direttore di Repubblica. L’intervista di Arianna Ciccone a Mauro si è concentrata, come era comunque dettato traversalmente dal tema dell’incontro, sulla situazione del Paese e sul ruolo di Twitter nello scenario politico italiano. Ma ancor di più un dialogo che ha messo in luce il profilo politico del giornalista, meno la sua posizione rispetto al modo di comunicare della politica nell’era 2.0.
VIDEOINTERVISTA A SMORTO DI REPUBBLICA.IT
Critiche al Pd Alla vigilia di una formazione di governo con a capo Enrico Letta, sottoponendosi alle domande raffica della co-fondatrice del Festival, Mauro – in diretta streaming anche su Repubblica.it – le ha cantate al Pd: “Ha sprecato i suoi voti di consenso, ci si è sdraiato su quei voti. La campagna elettorale del Pd è stata una campagna di conservazione che ha ignorato il giacimento di energia democratica che gli gravita attorno»
Sul M5S Secondo Mauro il Pd ha paura del protagonismo dei cittadini. D’altro canto non risparmia critiche al M5S che dei ‘cittadini’ protagonisti ha fatto la sua bandiera in contrapposizione alla’kasta’. «Quel colloquio tra Bersani e i seguaci di Grillo è stato un esempio emblematico: assistere all’incrollabile sfiducia di questi ultimi, è stata una sconfitta non solo della politica ma della natura umana – ha detto -; vedendo l’atteggiamento dei protagonisti si è capito che lo streaming non è uno strumento di trasparenza. In realtà è uno strumento di controllo». A tal proposito anche la vittoria della Serracchiani in Friuli come «un avvertimento degli elettori del 5 Stelle che «avrebbero dato loro i voti non per tenerli in tasca». E ancora sul Pd: «l’altra questione tragica sono 101 franchi tiratori nella mancata elezione di Romano Prodi a Presidente della Repubblica – ha sottolineato – non imputabili a Bersani se non nell’incapacità di imporsi come leader». Tornando al grande assente, Matteo Renzi, Mauro ha svelato la fiducia condizionata in quanto «il sindaco di Firenze non è capace di parlare a tutta la sinistra».
Sul giornalismo In coda al colloquio il direttore di Repubblica ha lanciato un messaggio di positività per chi si affaccia alla professione del giornalista: ha ribadito infatti che «il giornalismo non è in crisi ma si esprime attraverso più piattaforme e malgrado quanto si dice raggiunge molti più lettori di prima».
Ricordando due colleghi Sono stati ricordati anche gli indimenticabili colleghi Giorgio Bocca e Miriam Mafai:«Lui era il più bravo di tutti. Lei espressione di una generazione fatta col fil di ferro. Mi mancano molto».
