di Vittorio Bitti
Una piazza lastricata con cortile e botteghe, risalente al I secolo ac e cronologicamente parallela ai resti della vicina domus romana. Questa la scoperta degli archeologi a Colfiorito, precisamente a Plestia, rivelata sabato pomeriggio nell’ambito delle iniziative per il ventennale del sisma di Umbria-Marche, che hanno visto le due regioni protagoniste di un confronto iniziato al mattino nel segno di servizi e infrastrutture, e proseguito nel pomeriggio quando sono stati illustrati i ritrovamenti archeologici di Plestia, destinati a rappresentare un attrattore per il turismo.
Foligno e Camerino insieme per Plestia Tra il Parco e gli scavi di Colfiorito, l’Umbria riparte dalla bellezza dei suoi trascorsi millenari. L’attenzione per gli scavi è sintomo di amore per la cultura e i recenti ritrovamenti lanciano un messaggio positivo. Il Rotary Club di Foligno e quello di Camerino hanno investito negli ultimi anni nella valorizzazione del territorio, presentando in conferenza la situazione attuale del sito archeologico di Plestia. «L’interesse nel valorizzare Colfiorito – spiega il presidente del Rotary Club di Foligno, Salvatore Ferocino – è ampiamente condiviso».
Più turisti dalle Marche L’economia deve ripartire dalle ricchezze del territorio, e il 30% di visitatori in più registrato dal Parco di Colfiorito a partire dalla costruzione della Statale 77 conferma la giusta direzione intrapresa. «L’incremento di visitatori – interviene il responsabile del Parco di Colfiorito, Paolo Gubbini – è derivato dal nuovo collegamento con la Regione Marche e dalla nuova carta dei sentieri. Adesso sta a noi mettere in luce quanto possediamo, dall’enogastronomia al cicloturismo, con particolare attenzione per la cultura». Sulla scia del Parco di Colfiorito, l’area di Plestia si è dotata di nuovi pannelli esplicativi sulla storia del territorio, contenenti riferimenti per ulteriori approfondimenti e QR-code di rimando ai siti del Museo Archeologico di Colfiorito e di quello Paleontologico di Serravalle di Chienti.
Scoperta: Plestia come centro di scambio Il territorio di Plestia è particolarmente interessante sul piano storico in virtù del suo ruolo di centro economico, politico e religioso, costituitosi a partire dalla concessione della cittadinanza romana agli abitanti del luogo. Un borgo a tutti gli effetti quindi, fulcro della viabilità fra area adriatica e tirrenica. L’area lastricata rinvenuta a Plestia sotto della Chiesa di Santa Maria lascia pensare a una piazza pubblica con cortile e botteghe, cronologicamente parallela ai resti della domus romana vicina. «Gli ultimi ritrovamenti – commenta il professore Roberto Perna dell’Università di Macerata, direttore di due campagne di scavi a Plestia effettuate tra il 1999 e il 2000 – sono stati frutto di una solida idea di sviluppo, che ha coinvolto anche la gestione del Parco di Colfiorito. L’augurio – conclude – è di poter coinvolgere l’intera regione in un progetto di interventi coordinati, volti alla promozione dei siti archeologici umbri».
