di Marta Rosati
Si chiama ‘Agenda Urbana’ ed è una programmazione di sviluppo pensata dalla Commissione europea per la politica di coesione 2014-2020. Uno strumento che, almeno secondo le intenzioni, permetterà alle amministrazioni cittadine di essere direttamente coinvolte nell’elaborazione delle strategie di sviluppo e che pone al centro il ruolo delle città. Sulla base dei criteri definiti nell’accordo di partenariato predisposto dal governo italiano, la Regione Umbria ha individuato cinque poli urbani da inserire nell’Agenda urbana e precisamente ha indicato le città di Perugia, Foligno, Città di Castello, Spoleto e Terni. Quest’ultima in compartecipazione con Narni, come unica area urbana.
Le risorse Come ha spiegato l’assessore alla cultura, Armillei, per l’Agenda Urbana le risorse economiche a disposizione a livello regionale si aggirano attorno ai 35 milioni di euro; soldi nei quali è già compresa la compartecipazione dei comuni umbri che ne godranno; presumibilmente alle amministrazioni comunali spetterà la copertura del 15 per cento del totale. Ma a chi spetterà la fetta più grande della torta? Al momento è impossibile dirlo. «È ovvio – ha detto Armillei – che si aprirà una fase di negoziazione che terrà conto probabilmente dei livelli demografici, ma non sarà esclusivamente questo il criterio di assegnazione dei fondi». Anzi, molto dipenderà infatti da quello che le amministrazioni co-progetteranno con l’ente regionale.
Le linee guida Quattro sono i filoni su cui le città potranno intervenire: mobilità intelligente e digitalizzazione dei servizi, risparmio energetico, infrastrutture, ma anche capitale umano e attrattori culturali. L’intenzione della Giunta ternana, da quanto si apprende, è quella di insistere soprattutto sulla modernizzazione dei servizi urbani, con particolare attenzione al trasporto pubblico, covando il sogno di un centro cittadino a mobilità esclusivamente elettrica. Ma in questa fase non si escludono ad esempio progetti a favore degli attrattori culturali, tantomeno la volontà di far fronte alle nuove povertà attraverso il fondo sociale europeo, dal quale attinge ‘Agenda urbana’ oltre a quello per lo sviluppo regionale. Definire l’intelaiatura delle intenzioni progettuali spetterà ora ai vari assessorati coinvolti, quali l’urbanistica, la cultura, l’ambiente, il commercio e il turismo, i quali saranno coordinati dal dirigente affari generali del comune.
