di Ivano Porfiri
Agli ambulanti non piace la soluzione adottata dal Comune di Perugia per districare la contorta matassa della concomitanza delle partite interne del Perugia (la serie B gioca il sabato pomeriggio) e il mercato di Pian di Massiano. O, meglio, la strategia: ovvero stabilire, in base al calendario, volta per volta, se confermare le bancarelle al sabato o spostarle alla domenica, a seconda delle indicazioni della questura sui rischi della singola partita. E sul tema l’opposizione in Comune attacca l’assessore Casaioli.
Confcommercio: «Poca chiarezza» Il giorno dopo l’annuncio della linea adottata, interviene la Fiva, l’associazione degli ambulanti di Confcommercio, che da settimane si batte perché il mercato resti il sabato: «La nota del Comune di Perugia a proposito della spostamento del mercato di Pian di Massiano alla domenica in occasione dello svolgimento delle gare del Perugia – afferma – sia pure ispirata dalle migliore intenzioni, non fa chiarezza sul problema né sulle soluzioni, e non consente alle imprese di avere gli strumenti per poter programmare la propria attività, né ai consumatori di capire cosa di fatto devono aspettarsi».
Rischio Babele «Quello che non risulta chiaro – sottolinea il presidente Fiva Umbria Massimiliano Baccari – è se la valutazione della questura sulla eventuale incompatibilità dello svolgimento nel giorno di sabato sia del mercato che della partita, a cui è subordinata ogni decisione del Comune, verrà fatta ad inizio campionato per tutte le gare interne, e quindi si avrà un calendario preciso e complessivo, oppure sarà compiuta di volta in volta, con lo spostamento del mercato alla domenica deciso e comunicato con un anticipo minimo. Fermo restando la nostra netta contrarietà allo slittamento alla domenica del mercato, e ferme, in alternativa, le nostre proposte di anticipare la chiusura e/o di posticipare leggermente l’orario delle gare – continua Baccari – se l’ipotesi operativa fosse addirittura quella di decidere gara per gara a ridosso dello svolgimento, saremmo di fronte alla peggiore delle soluzioni. Come dovranno regolarsi i 170 operatori di Pian di Massiano? Come dovranno programmare gli acquisti e l’attività? E i consumatori, come si orienteranno tra continue variazioni, tra sabato e domenica, del giorno di svolgimento del mercato!?? Tutte le campagne informative del mondo non servirebbero a fare chiarezza, ad evitare confusione, a fronte di una abitudine ormai consolidata. Saremmo di fronte ad una vera e propria Babele, in cui verrebbe meno il diritto dei consumatori di avere il loro mercato e quello degli operatori di poter lavorare».
Si rischia la morte del mercato Secondo gli ambulanti «né la questura né il Comune possono ignorare due dati di fatto che nell’attuale contesto possono avere conseguenze pesantissime in termini di disagio economico e sociale: spostare il mercato alla domenica (il cosiddetto “mercato “rimesso”) significa far perdere alle imprese dal 50 al 70% degli incassi, e privare altresì i consumatori della possibilità di acquistare beni di prima necessità a prezzi molto convenienti. La gente dedica la domenica mattina alla famiglia, alla vita privata, alla casa, non certo agli acquisti. Il mercato è un incontro tra domanda e offerta, che senso ha farlo quando la domanda non c’è? Ammesso che sia possibile, cambiare le abitudini di acquisto richiede tempi lunghissimi, rispetto a cui ben poco incidono qualche campagna di volantinaggio o qualche manifesto informativi. Se vogliamo far morire il mercato di Pian di Massiano allora dobbiamo dircelo chiaramente: perché gli operatori non possono essere importanti solo quando pagano profumatamente il suolo pubblico».
Programmazione certa La richiesta conclusiva della Fiva Umbria, dunque, è di «avere – appena disponibile il calendario – una programmazione certa e complessivo del giorno in cui il mercato si dovrà svolgere in occasione delle gare interne del Perugia, che – tranne casi eccezionali, in occasione dei quali c’è tutta la disponibilità degli operatori a fare ulteriori sacrifici – deve continuare ad essere assolutamente il sabato».
Perari (FI): «Sto con i commercianti» Si schiera dalla parte dei commercianti il consigliere comunale di Forza Italia Massimo Perari. «La scelta della Giunta di Perugia di spostare alla domenica il mercato di Pian di Massiano quando il Perugia gioca in casa – sostiene – penalizza fortemente un settore già vessato dalla crisi. Non si può certo pensare che la domenica gli ambulanti avranno la stessa clientela del sabato, né tantomeno che questo sia un compromesso in grado di accontentare tutti, perchè così non è. Va trovata una soluzione diversa, che tuteli la categoria. Il mercato va lasciato il sabato e non solo per i 170 ambulanti ma anche per tutti quei perugini e non solo, che vedono nel mercato del sabato un’abitudine e una tradizione oltre che un momento importante di socialità cittadina. Stiamo parlando di uno spazio, quello di piazzale Umbria Jazz che potrebbe tranquillamente vedere lo svolgimento del mercato nei giorni delle partite, con la sola accortezza di un termine accettabile e concordabile della chiusura dei banchi».
Bori (Pd): «Soluzione pilatesca» E sul mercato attacca l’opposizione in Comune. Il consigliere del Pd Tommaso Bori stigmatizza la decisione assunta dalla Giunta di far slittare il giorno del mercato, salvo eccezioni da valutare di volta in volta. «Tutti noi siamo tifosi del Grifo – dice – e abbiamo festeggiato insieme la promozione del Perugia calcio in serie B, ma a rovinare i festeggiamenti è arrivata la notizia che 170 famiglie rischiano il loro posto di lavoro al Mercato del Sabato di Pian di Massiano che risulterebbe incompatibile con le partite di calcio per questioni di sicurezza. I commercianti hanno da subito chiesto al sindaco e alla giunta di farsi carico del problema ed occuparsi con serietà della questione, che non riguarda soltanto le 170 famiglie degli operatori economici, ma anche le migliaia di cittadini che si recano puntualmente alla fiera settimanale». «Una soluzione condivisa – secondo Bori – poteva essere trovata senza annullare la fiera settimanale o dover spostare il Mercato del Sabato alla domenica, lasciando disorientati i consumatori e danneggiando economicamente i venditori ambulanti: non a caso sia le associazioni dei consumatori sia le associazioni di categoria sono fortemente contrarie allo spostamento. Sarebbe stato molto più logico e giusto per tutti cercare di far convivere le partite e il mercato, mantenendo il giorno e riducendo l’orario della fiera o ritardando l’inizio della partita, come fatto in varie città come Verona. Così non è andata. Non c’è stata la volontà di decidere, il sindaco e la giunta hanno scelto di non scegliere e, con una soluzione burocratica e pilatesca, abbandonare le 170 famiglie degli operatori economici».
