di Dan.Bo.
Sala gratis se almeno uno dei due sposi risiede a Perugia. E’ uno dei punti delle linee guida per l’organizzazione dei matrimoni civili approvate giovedì dalla giunta comunale del capoluogo umbro. L’altra condizione per ottenere gratuitamente una delle sale messe a disposizione è che il matrimonio si celebri durante l’orario di servizio del personale dello Stato civile. I promessi sposi inoltre, o almeno uno di essi, all’atto della richiesta di pubblicazione dovranno dimostrare all’ufficiale dello Stato civile di conoscere l’italiano, oppure di poter provvedere alla presenza di un’interprete.
Le sale La sala prescelta per i matrimoni, che si potranno celebrare dal lunedì alla domenica (dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30) è quella della Vaccara, a palazzo dei Priori, «ritenuta idonea per ampiezza e ubicazione». Come noto però le sale messe a disposizione nel corso degli anni sono molte e così, al fine di «valorizzarle», cioè di riuscire ad incassare qualche euro, la giunta ne ha individuate di ulteriori come quella dei Notari, la Walter Binni e la Sant’Anna (utilizzata anche in sostituzione di quella della Vaccara). In più gli sposi possono scegliere anche sale in strutture private con uno specifico atto da trasmettere al prefetto.
Ztl gratuita Se invece gli sposi arrivano da fuori Comune, si applicano le tariffe che ogni anno stabilisce la giunta. A tutti invece, o meglio, solo alla macchina dei piccioncini, palazzo dei Priori garantisce gratuitamente il pass per la zona a traffico limitato per il tempo necessario, anche per quello che serve a scaricare addobbi o altro. In più l’amministrazione si impegna a proseguire lungo quella strada che ha portato, nel corso del tempo, ad una serie di accordi come «SpoSi a Perugia», che lega Comune, Minimetrò Spa, Umbria Mobilità e Sase (la società che gestisce l’aeroporto). Un accordo che prevede una serie di agevolazioni e pure un brindisi offerto al «San Francesco».
Gli incassi Gli incassi serviranno a coprire le spese sostenute dai diversi servizi e per il decoro delle sale utilizzate ed eventuali ristrutturazioni o abbellimenti. In particolare poi le somme che arriveranno dall’utilizzo della sala Binni saranno in parte utilizzate per l’acquisto di libri da destinare alla biblioteca comunale, mentre quelle frutto dell’utilizzo della Sant’Anna saranno in parte spese per acquistare arredi e materiale didattico da utilizzare negli asili nido direttamente gestiti da palazzo dei Priori.
Il boom del rito civile Le linee guida sono state adottate in quanto le richieste, sempre più frequenti nel corso degli anni, «impongono una risposta chiara e uniforme – osserva la giunta – a tutti i cittadini». Guardando i dati Istat infatti si nota come in Umbria nel 2004 la sala comunale era preferita nel 31% dei casi, un numero che lievita fino al 45% del 2011 e in crescita del 7% negli ultimi 12 mesi. Insomma, quasi la metà delle coppie non ha scelto una chiesa per giurarsi amore eterno. In termini assoluti i riti religiosi nel 2004 erano 2.603 e 1.169 quelli civili; rapporto che passa sette anni dopo a 1.664-1.368.
