Calabrese, Nucciarelli, Piro e Naldini (foto U24)

di Daniele Bovi

Sotto l’albero di Natale, o al massimo dentro la calza della Befana, i cittadini dell’area di Monteluce, ma non solo loro, troveranno la riapertura di viale Sant’Antonio. A spiegare tempi e modi dei lavori sono stati, martedì sera durante un incontro alla sala Sant’Anna al quale hanno partecipato una settantina di cittadini, l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Calabrese, il mobility manager Leonardo Naldini, il dirigente Vincenzo Piro e il consigliere comunale Franco Ivan Nucciarelli. Naldini ha ribadito quanto detto giorni fa nella lettera inviata come risposta all’istanza firmata da oltre 400 cittadini di Monteluce: il progetto esecutivo verrà approvato non appena il bilancio preventivo riceverà l’ok in consiglio comunale, probabilmente tra un mese circa. Fino a quel momento i soldi del bilancio per fare i lavori (in tutto 580 mila euro, dei quali 300 mila messi dalla Regione) non possono essere impegnati.

IL PROGETTO PER VIALE SANT’ANTONIO

I lavori Per affidare i lavori si procederà così: il 7 luglio dovrebbe uscire un avviso per le manifestazioni di interesse, al quale di solito partecipano un centinaio di imprese, poi ne verranno estratte 15, a loro verranno spedite le lettere di invito alla gara e nel giro di 15 giorni, col metodo della media mediana, verrà scelto il vincitore (il ribasso dovrebbe aggirarsi intorno al 25-28 per cento). I lavori però non partiranno subito dato che ci saranno i 35 giorni di stop imposti dalla legge per eventuali ricorsi. Realisticamente così a settembre partiranno i lavori, per i quali saranno necessari 4 mesi. «Se non sarà un regalo di Natale – ha detto Naldini – lo sarà per l’Epifania». In realtà poi, come spiegato dall’ingegnere, le frane sono due: un altro fronte infatti, più piccolo, è aperto verso corso Bersaglieri e anche qui si interverrà con dei pali.

PIAZZA FORTEBRACCIO: IL PROGETTO 

I dettagli A proposito dell’iniziale stima del costo dei lavori (molto alta, oltre tre milioni), Naldini ha spiegato che era stata fatta in mancanza di dati, pensando al caso più grave. Poi in autunno le indagini geologiche, approfondite, sono state fatte ed è stato scoperto come lo strato di «materiale incoerente», quello cioè con basse capacità meccaniche, accumulato nel corso dei secoli in quel Bulagaio che veniva usato come discarica fuori le mura, è di 5-7 metri. Quello più solido nel quale affondare i pali quindi non è troppo in profondità: fosse stato molto più in basso, i costi sarebbero stati enormi. Durante la serata si è parlato anche dei lavori in piazza Fortebraccio-piazza Grimana, che sarebbero dovuti partire a maggio e invece partiranno a settembre. In questo caso i lavori sono già appaltati e in questo periodo «siamo nei 35 giorni – ha detto Naldini – imposti dalla legge. A luglio parte il cantiere».

Piazza Fortebraccio Un cantiere complesso grazie al quale l’area pedonale di fronte a palazzo Gallenga verrà ampliata, una nuova pavimentazione in pietra unirà idealmente via Ulisse Rocchi a corso Garibaldi (ricreando così un unicum per quella che era una delle vie regali della città) e anche la parte in cotto di fronte alla chiesa di San Fortunato verrà rifatta. Quanto alle auto e ai bus, rimarranno sempre tre corsie, due per scendere e una per salire. In più verranno rifatti tutti i sottoservizi, cercando di concentrare la parte più complessa e delicata per quanto riguarda il traffico tra agosto e l’inizio di settembre: «Per la riapertura delle scuole – ha assicurato Naldini – ci sarà una corsia carrabile». Il tutto durerà tre mesi e quindi per la fine di settembre tutto dovrebbe essere completato.

L’assemblea Durante la serata non sono mancati gli interventi dei cittadini. C’è chi ha dubbi sulla reale fattibilità delle tre corsie («gli spazi ci sono» dice però l’ingegnere del Comune), chi chiede il taglio dei due lecci di fronte a San Fortunato, chi di togliere la selva di segnali stradali ripensandoli, chi pone il problema di dove i mezzi per il carico e lo scarico delle merci potranno fermarsi e chi, come Michele Bilancia di Radici di pietra, chiede che questi lavori iniziali siano il punto di partenza per ripensare la piazza e le sue funzioni. C’è poi il problema degli autobus: troppo grandi secondo alcuni quelli che transitano in zona. Il Comune, ha spiegato Naldini, dopo che verrà espletata la nuova gara per il trasporto pubblico cittadino introdurrà dei minibus come molti vogliono tra piazza Cavallotti, porta Pesa e Sant’Erminio. L’incognita però riguarda le ore di punta, cioè quelle di entrata e uscita dalle scuole quando circolerebbero mezzi con una capienza insufficiente. Probabilmente quindi in queste ore circoleranno ancora quelli grandi.

Twitter @DanieleBovi