Venti firme di venti cittadini residenti in centro storico che, assistiti dal Movimento difesa del cittadino, dicono no in una lettera firmata dalla vice presidente Valentina Bonaca (e non da Cristina Rosetti come erroneamente riportato in precedenza) alla nuova raccolta differenziata che inizia il 14 febbraio. In particolare, nella comunicazione inviata tramite pec a Gest, Comune di Perugia e Ausl, si contesta la modalità di conferimento mediante mastelli. «A differenza di quanto avviene nella gestione attuale, in cui il sacco viene posto sul piano stradale e ritirato dagli operatori, senza altri obblighi ed oneri a carico dell’utente, secondo il nuovo sistema, l’utente sarebbe tenuto a riportare i mastelli lasciati all’esterno e poggiati sul piano stradale nella propria abitazione, con tutte le conseguenze che potrebbero derivarne sul piano igienico sanitario». Contestato anche il fatto che la manutenzione dei mastelli è a carico degli utenti, «operazione che richiede specifici spazi a disposizione e specifici materiali, con la conseguenza che l’utente viene a subire un ulteriore costo occulto del servizio».
I punti contestati L’organizzazione della raccolta, così come prospettata da Gesenu, per i venti, «fa si che di fatto l’utente, il quale paga un corrispettivo piuttosto elevato per il servizio reso, si trasformi in colui il quale rende di fatto un servizio a Gesenu». Altro punto è la dimensione dei mastelli, che «non è certamente consona rispetto alle dimensioni medie degli spazi delle abitazioni del centro storico, normalmente di piccole dimensioni». «Non è neanche giuridicamente corretto, imporre all’utente di gestire, conservare, custodire e manutenere tali mastelli, in quanto violativo della libertà dell’utente nell’utilizzo degli spazi della propria abitazione». Inoltre, secondo i firmatari, «le modalità di raccolta non sono certamente adatte agli utenti del centro storico, abitato prevalentemente da persone anziane, alle quali sarebbe stato opportuno semplificare anziché aggravare le modalità di conferimento». I firmatari lamentano inoltre che questa nuova modalità di raccolta, è stata «imposta»e «in alcun modo partecipata».
Raccolta non può essere imposta Insomma, i firmatari chiedono una «pronta modifica del programma di raccolta dei rifiuti, con inserimento, se del caso, di sacchetti dotati di sistemi di tracciabilità» e che, in ogni caso, «non ritireranno i mastelli, il cui utilizzo, conservazione e manutenzione, non può essere in alcun modo imposta all’utenza». Nella stessa comunicazione si chiede alla Auls «un pronto intervento nella questione, stante l’evidente contrasto del sistema di raccolta a mezzo mastelli con le normative igienico sanitarie».
