di G.O.
Gli studenti, rappresentati da Unione degli universitari e Rete degli studenti medi, sono tornati giovedì in piazza, a Perugia, accompagnati da Cgil, Cisl e Uil contro il precariato, l’alternanza scuola-lavoro, i tirocini non retribuiti e i contratti a tempo determinato. «Gli universitari escono dal loro percorso di formazione e vengono trattati come nuovi schiavi», ha detto un rappresentate Udu. «Gli studenti non possono essere sfruttati – continua il rappresentante – non si deve parlare di lavoro nel caso dei due ragazzi morti, perché il lavoro prevede una retribuzione».
I sindacati invece hanno parlato dei temi che riguardano la ripartenza post-pandemia, ricordando che il processo parte dal lavoro: «Vorremmo che il mondo dopo la pandemia sia più tutelante, con maggiori diritti, e per questo la formazione è centrale, perciò abbiamo deciso di portare avanti questa iniziativa insieme agli studenti. Solamente la qualità della formazione può garantire un domani migliore per tutti». Secondo i sindacati il mondo del lavoro deve ripartire «con forme contrattuali di qualità, con contratti a tempo indeterminato. In Umbria sono più di 5 mila i lavoratori con contratto a termine, non è questo il modo per ripartire».







