Dall'Imu il Comune di Perugia incasserà 83,3 milioni di euro

di Daniele Bovi

Sono complessivamente sette le fasce di aliquote Imu dall’applicazione delle quali, secondo palazzo dei Priori, il Comune conta di incassare nel 2012 83,3 milioni di euro. Di questi in realtà una buona fetta, 24,6 milioni, andrà allo Stato mentre, come si desume dai conteggi degli uffici tecnici, la gran parte del gettito sarà garantita dalle seconde case, dai terreni, dai negozi e da tutte le altre tipologie di fabbricati tassabili. Dei 58,7 milioni di competenza di palazzo dei Priori infatti, le prime case ne frutteranno 14,9.

Far quadrare il Bilancio Soldi necessari per far quadrare i conti del Comune che dovrà sopportare, come spiegato in più occasioni dal sindaco Wladimiro Boccali e dall’assessore al Bilancio Livia Mercati, circa 22 milioni di euro di tagli derivanti dai minori trasferimenti, sia statali che regionali. Per approvare o modificare il regolamento che disciplina un’imposta assai contestata dai primi cittadini, i Comuni avranno tempo fino al prossimo 30 settembre.

Le diverse aliquote Della prima casa e della seconda si conoscono da giorni le aliquote, rispettivamente 0,5% (un punto in più di quella base) e 1,06% (il massimo consentito dal Governo). Per quanto riguarda le aree fabbricabili, anche in questo caso l’acceleratore è spinto al massimo, mentre per le cosiddette «pertinenze» dell’abitazione principale, l’aliquota sarà dello 0,5%. Stessa percentuale sarà a carico di quei coniugi titolari del diritto di abitazione in caso di separazione, annullamento o scioglimento del matrimonio. Idem per le case appartenenti alle cooperative edilizie e per quelle popolari. Per tutte le tipologie restanti, come ad esempio i negozi, aliquota massima.

Detrazioni e agevolazioni La detrazione per l’abitazione principale sarà di 200 euro, incrementabile di 50 euro (ma fino a un massimo di 400) per ogni figlio che non superi i 26 anni e che sia in grado di dimostrare di viverci stabilmente. La base imponibile è poi tagliata del 50% per gli edifici di interesse storico e per quelli dichiarati inagibili o inabitabili. L’aliquota dello 0,5% sarà poi applicata, oltre a quegli italiani che abitano all’estero, anche agli anziani e ai disabili che, possedendo una casa, risiedono però in un istituto di ricovero. Il discrimine, in entrambe i casi, sta nel fatto che la suddetta casa non deve essere affittata.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.