Gli uffici del Comune di Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Una revisione del regolamento comunale con l’obiettivo di innalzare le fasce Isee di accesso alle esenzioni e alle agevolazioni 2026, così da ampliare la platea delle famiglie che potranno beneficiare di un sostegno concreto per quanto riguarda la Tari. È questo uno degli obiettivi della giunta comunale di Perugia per quanto riguarda il prossimo anno a proposito della tassa sui rifiuti, fra i temi al centro della seduta di mercoledì della Seconda commissione, durante la quale è stato presentato il bilancio di previsione 2026–2028.

La Tari Come ogni anno, anche nel 2026 il percorso relativo alla Tari si concluderà entro il 30 aprile con il necessario via libera dell’Auri (l’Autorità regionale rifiuti e l’idrico) e poi del Comune al piano economico-finanziario di Gesenu, che conterrà le cifre per il 2026; anno per il quale saranno in vigore le nuove regole dell’Arera per il calcolo del metodo tariffario: molto difficilmente il conto sarà più leggero per la gran parte di famiglie e imprese. Nel bene e nel male la Tari rappresenta una delle voci più importanti per il bilancio di Palazzo dei Priori: per il 2026 il previsionale parla di 55,5 milioni di euro di entrate, mezzo milione in più rispetto a quest’anno, ma nel complesso i bollettini mai pagati nel corso degli anni valgono una cifra enorme, con Palazzo dei Priori costretto in passato a stralciare dai bilanci somme di fatto non più esigibili.

I numeri In totale per il 2026 le entrate tributarie varranno per Palazzo dei Priori 150,7 milioni (+1,8 milioni) mentre quelle extra-tributarie 42,7 (-8,1 milioni), con un’incidenza pro capite che complessivamente passa dai 912 euro del 2025 ai 927 del prossimo anno. Un 2026 durante il quale le aliquote (alcune delle quali già al massimo da lungo tempo) non cambieranno: l’Imu – altra voce decisiva – passerà da 38,2 a 38,4 milioni di euro, 300mila euro in più (da 6,5 a 6,8 milioni) sono previsti per le multe mentre l’addizionale Irpef (sempre al massimo) garantirà 700 mila euro in più toccando i 21,3 milioni. 

PERUGIA, AUMENTA LA TASSA DI SOGGIORNO

Tassa di soggiorno e non solo Un importante aumento, sulla scorta di quanto deciso giorni fa, c’è per la tassa di soggiorno che passa da 1,3 a 1,6 milioni di euro, permettendo così un maggiore finanziamento di tanti capitoli legati alla cultura e al turismo. Per quanto riguarda invece il Canone unico patrimoniale (che sostituisce Tosap, imposta sulla pubblicità e così via), si passa da 5 a 5,4 milioni di euro. Tornando all’evasione, il Comune stima incassi per 9,1 milioni di euro, uno in più rispetto al 2025: la maggior parte riguarda l’Imu (6,5 milioni) mentre per l’immondizia si scende da un milione di euro del 2025 ai 700mila del prossimo anno. 

LOCULI CIMITERIALI, PIÙ FLESSIBILITÀ E NUOVE TARIFFE

Nessun aumento Durante la seduta, l’assessora al Bilancio Alessandra Sartore ha spiegato che per tutto il triennio non sono previsti incrementi delle aliquote  «in linea con l’obiettivo – ha detto – di garantire stabilità ai contribuenti e preservare la capacità di spesa delle famiglie». «Una scelta rigorosa e di responsabilità – ha aggiunto – in un contesto nel quale i bilanci degli enti pubblici oggi affrontano una pressione crescente sul bilancio corrente a causa dell’elevata crescita della spesa per l’acquisto di beni e servizi insieme all’aumento della spesa del personale, che pesano in modo significativo sulle risorse disponibili».

Gli indirizzi Le linee di indirizzo parlano di rafforzare le entrate e valorizzare il patrimonio, intervenendo sul recupero dell’evasione, sull’efficienza della riscossione e sulla ricerca di contributi e sponsorizzazioni, oltre a riequilibrare le tariffe dei servizi e a sviluppare soluzioni per generare entrate dal patrimonio comunale. Sul fronte dei trasferimenti e delle fonti alternative, si parla di ricerca di fondi nazionali, regionali ed europei, partecipazione a bandi, sponsorizzazioni private e ricorso, quando opportuno, alla dismissione di beni e partecipazioni, crowdfunding o strumenti come l’Art bonus. Le politiche tariffarie e di indebitamento mirano a equità e sostenibilità, limitando i mutui agli investimenti prioritari e favorendo tariffe personalizzate. Infine, le spese correnti sono razionalizzate attraverso digitalizzazione, efficienza organizzativa, contenimento dei costi di funzionamento e revisione dei trasferimenti, con l’obiettivo di liberare risorse e garantire sostenibilità finanziaria. 

Lavori pubblici Sartore ha anche illustrato il piano triennale dei lavori pubblici (per il 2026 si parla di investimenti per 44,7 milioni), che prevede in particolare il secondo stralcio dei lavori per il recupero del Turreno (4 milioni), il rifacimento della segnaletica stradale orizzontale e verticale (462mila euro), la riqualificazione di strade, marciapiedi e mobilità sostenibile (oltre 4 milioni di euro), la manutenzione alberature e riqualificazione del patrimonio arboreo cittadino (700mila euro) e altre opere anche nei settori quali edilizia scolastica, impianti sportivi e non solo.

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