di D.B.
Dopo 153 anni l’asilo montessoriano Santa Croce rischia di chiudere a causa della carenza di fondi. All’appello mancano infatti 40 mila euro e così, per evitare di dover chiudere i battenti, giovedì mattina una delegazione di mamme, insegnanti e rappresentanti sindacali dello storico asilo cittadino hanno prima manifestato sotto palazzo dei Priori e poi hanno assistito alla seduta del consiglio comunale dov’era in discussione l’assestamento di bilancio. Una seduta dove la maggioranza ha detto no all’emendamento proposto da Pd e Psi con il quale si chiedeva alla giunta di destinare 40 mila euro alla scuola tagliando la stessa cifra dalle spese legali. Un no arrivato, come ha spiegato a nome di tutto il centrodestra Numerini, a causa del parere negativo dato dagli uffici di palazzo dei Priori. Un no quindi dettato da ragioni tecniche.
Il dibattito «Non essendo insensibili al problema segnalato – ha detto poi Numerini – e ritenendo che la scuola abbia un valore fondamentale per la città, facciamo appello alla Giunta affinché al più presto si possano trovare nel bilancio le somme necessarie per risolvere l’emergenza». Dai banchi del centrosinistra invece Arcudi (Psi) ha invitato giunta e maggioranza a non scaricare le responsabilità sulle precedenti amministrazioni. «Ci auguriamo – dicono poi in una nota congiunta Pd e Psi – che venga individuata una soluzione che nell’immediato possa risolvere questa situazione di gravissima difficoltà della scuola, difficoltà sia nel pagamento degli stipendi del personale scolastico, sia nella possibilità di sostenere i costi di alcuni servizi essenziali (si veda per esempio la fornitura del metano per il riscaldamento delle aule). Oltre questo auspichiamo che sia predisposto un piano di interventi nel medio/lungo periodo, in modo da garantire la sopravvivenza della scuola».
La giunta Dalla sua la giunta ha promesso che farà il possibile. Nel suo intervento l’assessore al Bilancio Bertinelli ha riferito di aver destinato 20 mila euro all’istituto e che in questi giorni valuterà, nonostante «una situazione di forte difficoltà», se nelle pieghe del bilancio ci siano i margini per dare un ulteriore sostegno. Nel corso della mattinata una delegazione della Santa Croce ha poi incontrato l’assessore Fioroni che per il futuro della scuola ha parlato della necessità di dar vita ad un vero e proprio «piano industriale», espressione criticata da Pd e Psi: «Le scuole non sono aziende – dicono -, nessun servizio deve essere inteso con logiche aziendali. Altrimenti bisognerebbe privatizzare tutto».
Nuova gestione La replica della giunta però è chiara: il Comune non può permettersi di sostenere tutto e tutti. «Bisogna instaurare – ha detto Fioroni che ha chiesto alla scuola di mettere in piedi un processo di riorganizzazione – un nuovo modo di gestire certe situazioni. Dobbiamo cercare, cioè, di responsabilizzare tutti i soggetti pubblici, compresa la scuola Santa Croce, introducendo un meccanismo culturale diverso contraddistinto da percorsi virtuosi anche in termini di gestione della spesa». «E’ giunto il momento – gli ha fatto eco Bertinelli – che anche gli organismi come la scuola Santa Croce comincino a camminare con le proprie gambe; è per questo motivo che si auspica l’adozione di un piano industriale».
Assestamento ok Nel corso della seduta poi è stato dato il via libera all’assestamento che prevede maggiori entrate per 5,4 milioni e sei milioni di minori uscite. Sul documento c’è il parere favorevole dei revisori dei conti anche se non mancano le sottolineature: in primis, in merito alle entrate in conto capitale, il Collegio ha invitato gli uffici competenti ad effettuare previsioni in funzione della effettiva realizzabilità. La seconda valutazione riguarda invece l’anticipazione di cassa: «Si rileva – dicono i revisori – che l’Ente chiuderà in anticipazione anche l’esercizio 2014, confermando una debolezza finanziaria che si protrae nel tempo per effetto di squilibri che è urgente correggere secondo quanto indicato da questo Collegio nel corso delle verifiche periodiche e confermato dalla Corte dei Conti».
Anticipazioni Anticipazione di cassa che il Comune ha deciso di attivare anche per il 2015 per una cifra fino a 46 milioni di euro. Secondo l’analisi degli esperti, il perdurare di questi squilibri è da imputare in parte «alle difficoltà oggettive legate agli incassi dei trasferimenti, il cui andamento, sempre più difficile da programmare, rende ancora più arduo il compito dei Servizi finanziari. Al momento, l’Ente ha diritto ad ottenere incassi a vario titolo dallo Stato, per un importo complessivo di circa 25 milioni di euro, alcuni dei quali in attesa di erogazione da tempo».
Twitter @DanieleBovi
