di Maurizio Troccoli
Ci sono dipendenti e dipendenti. Chi, onorando il proprio lavoro resta tale e chi, come Luana, diventa un luogo, una voce riconosciuta, una spalla, un simbolo. Ci sono dipendenti e dipendenti. Chi, pur essendo presente, non se ne avverte la vicinanza e chi, come Luana, pur se assente, te la ritrovi lì nei segni che lascia, come negli esempi, per quello che ha rappresentato e per essere stata quello specchio in cui ognuno, ha potuto riconoscersi. Dai più alti in grado, all’ultimo iscritto.
«Ciao Luana, è il partito», sembrano volerle dire oggi i tanti che la salutano per la meritata pensione, con una foto, un post, un ricordo, un aneddoto. Dai più alti in grado, all’ultimo iscritto. Perchè tutti hanno sentito, quella voce, al telefono, quelle parole e soprattutto quel timbro. Di chi può impiegarlo per la grazia che sa esprimere, e che vale all’autorevolezza.
Venerdì il suo ‘partito’ ha riservato a Luana Fiorucci – da 37 anni tra Pci, Pds, Ds, Pd – un ‘arrivederci’, come si fa con pochi, a sorpresa, nella maniera semplice di chi lo è, a cui in tanti hanno voluto partecipare. Luana è stata ricordata dalla presidente della Regione, come da senatori e parlamentari, dalle sue colleghe e dai suoi colleghi, come dai giovani dirigenti e iscritti. E ha salutato tutti commossa, riservando al partito un’ultima delle sue numerose raccomandazioni che suonavano pressapoco così: «Fate i bravi». E questa volta: «Tutelate le mie colleghe».

