Il Centro servizi abbandonato (foto F.Troccoli)

di Antioco Fois e Daniele Bovi

Sono una storia di progetti, speranze e annunci gli ultimi 15 anni della Rocca Paolina. E di quasi 3 milioni di euro investiti per opere di riqualificazione, dai giardini Carducci, alle mura storiche, fino al punto informazioni e museo adesso in disuso. La ricostruzione emerge dalle comunicazioni ufficiali delle ultime tre amministrazioni che si sono succedute al governo cittadino, in un flusso di denaro che si è interrotto una manciata di mesi fa. Dei circa 650 mila euro, provenienti da «capitale privato», annunciati da una nota ufficiale dell’ultima Giunta che ha concluso a giugno scorso il mandato, non si è più parlato. Dopo un intervallo di silenzio si viene a sapere che il Comune ha passato la palla alla Regione e non si parla più di finanziamenti privati, ma di fondi europei. La richiesta di finanziamento del Comune per la ristrutturazione della fortezza papalina è in sospeso tra la speranza di portare a termine un progetto articolato e l’improbabilità di poter destinare parte dei fondi europei per il monumento di Perugia. A Palazzo dei Priori, comunque, si aspetta e non si smette di sperare.

LA ROCCA PAOLINA NEL DEGRADO

I soldi Nella prima puntata del viaggio nella Rocca Paolina, a proposito della situazione di degrado in cui versa la fortezza rinascimentale, ci si chiedeva proprio che fine avessero fatto i soldi di cui si è parlato negli anni scorsi e mai impiegati nella riqualificazione della cinquecentesca architettura. In particolare qui si parla di quei 650 mila euro, con i quali nel 2011 palazzo dei Priori progettava di realizzare una serie di interventi. Quei soldi ora sembrano a metà strada tra palazzo Donini, sede della Regione, e il Comune di Perugia. Uno degli interventi avrebbe dovuto riguardare la realizzazione dello Iat, l’ufficio turistico, al posto del Centro servizi oggi abbandonato a se stesso. Soldi dell’Unione europea, in particolare quelli dedicati alla promozione turistica e stanziati proprio per la riqualificazione degli Iat. Negli ultimi mesi però le intenzioni di palazzo dei Priori sembrano essere cambiate, tanto che il piano ora sarebbe quello di realizzare lo Iat nella sala San Severo, in piazza IV Novembre, ovvero là dov’era molti anni fa. Ovviamente quando di mezzo ci sono i soldi dell’Unione europea, spostare risorse da un progetto all’altro e da un posto all’altro è impresa tutt’altro che semplice. Al momento così, in attesa di decisioni, tutto pare fermo.

FOTOGALLERY: LA ROCCA ABBANDONATA

Quindici anni Scartabellando 15 anni di documenti si ritrovano i progetti realizzati, quelli interrotti e quelli solo annunciati. Appartiene purtroppo a quest’ultima categoria il piano di riqualificazione della fortezza che prevedeva anche di cercare e rendere accessibili le sale “segrete” della Rocca, non più accessibili. Il progetto da 650 mila euro ancora in attesa di finanziamenti esordiva con «rilievi generali e di dettaglio – si legge in una nota stampa dell’epoca – con la realizzazione della rete topografica primaria idonea a costituire il riferimento plano-altimetrico della Rocca; indagini georadar e sondaggi volti a determinare presenza, consistenza ed eventuale accessibilità del livello inferiore della Cannoniera di Sud-Est». Dopo aver ritrovato le sale dimenticate della fortificazione di Papa Paolo III Farnese, i lavori sarebbero continuati «con opere di recupero e restauro con interventi finalizzati all’eventuale recupero dei nuovi spazi rinvenuti; interventi di contenimento di infiltrazioni e miglioramento drenaggi per il contenimento delle infiltrazioni d’acqua piovana e il sistema drenante delle stesse; restauro e recupero dei locali attualmente in uso alla Provincia di Perugia: previste opere per il recupero e restauro di spazi per destinarli ad attività culturali e/o servizi; manutenzione straordinaria dell’area del centro servizi con interventi volti in particolare alla ristrutturazione dei servizi igienici; restauro dei portoni di Porta Marzia, Porta del Soccorso e Viale Indipendenza; interventi di manutenzione e restauro di pavimentazioni più usurate e dissestate; spostamento della cabina Enel, attualmente posta all’interno degli arconi di Viale Indipendenza». Che il progetto sarebbe rimasto ancora solo sulla carta si è appreso qualche tempo dopo, con l’annuncio da parte dell’amministrazione cittadina che «non esistono allo stato finanziamenti ma si attende un prossimo bando regionale». Insomma, i finanziamenti privati sono svaniti e non resta che sperare (ancora) nella cosa pubblica.

I lavori Facendo invece uno storico degli interventi che hanno caratterizzato la storia moderna della Rocca Paolina, dall’83 quando venne riaperta col passaggio delle scale mobili, si può cominciare dal 2001, con la realizzazione della Sala del plastico, ad ora chiusa probabilmente per la caduta di calcinacci. Nel 2003-2004 è stata la volta della realizzazione del Museo della Rocca Paolina (ora chiuso), mentre nel 2005-2006 si è proceduto al restauro dei perimetri murari esterni della Rocca e ancora, consolidamenti e restauri delle strutture interne interessate da dissesti statici. Nel 2005-2006 è stato finanziato il restauro dei Giardini Carducci con rifacimento della pavimentazione, degli impianti tecnologici e degli elementi d’arredo, rifacimento della illuminazione e degli impianti elettrici e speciali interni alla Rocca. L’infopoint ora dismesso è, invece, nato da un accordo quinquennale tra Comune e Università. Con 240 mila euro in seguito il Comune ha rinnovato l’illuminazione degli interni e istituito un impianto di videosorveglianza, di cui però alcuni occhi elettronici sono fuori servizio. Il tutto per quesi 3 milioni di euro, fagocitati da una serie di progetti che a distanza di anni non hanno evitato che la Rocca diventasse un luogo anonimo ai visitatori, snaturato da strutture in disuso e ambienti inutilizzabili per le infiltrazioni d’acqua.

Intervenire subito Sulla situazione della Rocca Paolina il consigliere comunale del Pd, Tommaso Bori, è intervenuto per chiedere di fare «subito una verifica», promettendo anche di avviare un lavoro apposito sul capolavoro di Antonio da Sangallo il Giovane. La giunta comunale invece ufficialmente tace, anche se qualcuno a microfoni spenti spiega che ci si rimboccherà le maniche per invertire la rotta. Una prima occasione per parlare della Rocca intanto arriverà proprio martedì mattina, quando in Quarta commissione di Palazzo dei Priori verrà discusso l’ordine del giorno dei consiglieri di maggioranza Francesco Vignaroli e Franco Ivan Nucciarelli, con il quale si chiede alla Giunta di intervenire per riqualificare la struttura.

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