di S.S.

Tutto ha inizio negli anni Novanta, quando un gruppo di giovani decide di aprire a Perugia uno dei primi locali notturni destinati ad attirare studenti e appassionati della vita notturna, diventando, negli anni, un punto di riferimento per chi studia e vive a Perugia. Nel corso del tempo quello spazio di viale Roma ha cambiato più volte identità: passando dal Dorian Gray al Velvet – chiuso durante la pandemia – per diventare oggi un campus creativo. A realizzare il Polo delle arti contemporanee e performative (Pacp) è la Fondazione ApSap, che intende dar vita a uno spazio in cui cinema, musica, teatro, arti visive e linguaggi digitali possano incontrarsi e contaminarsi, creando nuove forme di espressione culturale.

Progetto «Il cuore pulsante del Polo è l’interdisciplinarità spinta. Qui, i dipartimenti non sono compartimenti stagni, ma laboratori di ricerca costantemente interconnessi. L’accessibilità al Pacp non è un invito, è un fondamento» si legge nella nota stampa. Un progetto, quello della Fondazione ApSap, che aderisce all’avviso “Vita e opportunità” perché «l’inclusività per noi non è un obiettivo a latere, ma la fibra stessa dei nostri percorsi artistici: la disabilità non è un limite ma una prospettiva diversa che arricchisce la visione creativa globale» sottolinea Gianluca Lepri, vicepresidente della Fondazione.

Campus Un hub culturale capace di ospitare mostre, convegni, seminari e masterclass pensati come vere e proprie esperienze immersive, in cui pubblico e artisti possano incontrarsi e condividere processi creativi. Questa è la nuova visione dell’ex Velvet di viale Roma a Perugia. Tra le attività ci saranno workshop e masterclass organizzati in cicli brevi – dai due ai sei mesi – guidati da professionisti del settore e da visiting professors internazionali. Il polo accoglierà anche residenze d’artista, trasformandosi in una casa temporanea per talenti provenienti da diversi Paesi. Inoltre, lo spazio sarà un luogo dedicato agli eventi performativi. Grazie alla classificazione D3 per il pubblico spettacolo e all’utilizzo di tecnologie avanzate, il polo potrà ospitare iniziative in cui il pubblico non sarà solo spettatore, ma parte attiva dell’esperienza: performance collettive, installazioni interattive e produzioni site-specific pensate appositamente per gli ambienti del complesso.

Apertura Un progetto di rigenerazione urbana che vede coinvolti, oltre la Fondazione ApSap, anche il Comune di Perugia e la Regione Umbria. L’accesso al pubblico sarà consentito per fasi a partire da settembre 2026.

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