In occasione dell’avvio di Umbria Jazz 2026, in programma a Perugia da venerdì 3 a domenica 12 luglio, è stato riaperto in queste ore il percorso in uscita sotto il porticato del palazzo della Provincia di Perugia, ripristinando la piena funzionalità della scala mobile in uno dei periodi di maggiore afflusso di persone nel centro storico. L’intervento, spiega l’ente in una nota, consente a residenti, turisti e partecipanti al festival di raggiungere il cuore della città con maggiore facilità e sicurezza, in un momento in cui il numero di visitatori aumenta sensibilmente.
Il restauro La riapertura rappresenta anche un primo risultato dei lavori di miglioramento sismico che interessano da tempo il palazzo della Provincia e della Prefettura. Il cantiere, avviato per aumentare la sicurezza dell’edificio, ha comportato limitazioni e disagi per chi frequenta quotidianamente il centro storico, ma da oggi rende visibile una parte del risultato finale. Sotto il porticato è infatti possibile osservare una porzione restaurata che restituisce l’aspetto originario dell’edificio. Durante i lavori sono emersi i colori storici del porticato, nascosti da numerosi strati di pittura accumulati nel corso degli anni.

Lo studio Il recupero è stato realizzato attraverso un percorso di studio condiviso tra i tecnici della Provincia di Perugia e la Soprintendenza. Come spiega l’ente, «sotto strati di pitture che si erano accumulati e sovrapposti nel corso degli anni, è emersa l’originaria cromia del porticato». L’intervento ha seguito criteri di restauro conservativo, con l’obiettivo di coniugare la sicurezza strutturale dell’edificio con la valorizzazione del suo patrimonio storico e architettonico. Il risultato, già visibile in una parte del porticato, offre un’anticipazione dell’aspetto che il complesso avrà al termine dell’intervento. «Il restauro conservativo – conclude la nota – ha saputo coniugare la sicurezza statica con la valorizzazione della storia architettonica della città, e il risultato è da oggi sotto gli occhi di tutti».
