Via Fabretti dopo i lavori

Riapre via Fabretti. Finalmente, per tanti perugini costretti a lunghi giri per passare da piazza Grimana a Elce. Ma questo intervento, durato tre estati, è solo il primo di cui necessita la zona, a partire dai lavori sulla frana di via S.Antonio fino al rifacimento di piazza Grimana. Ne hanno parlato in conferenza stampa il sindaco Andrea Romizi e il suo vice Urbano Barelli.

Via Fabretti Intanto ciò che è stato fatto: la riapertura di via Fabretti. La strada è stata oggetto di un intervento molto complesso, pianificato dalla passata amministrazione che si è svolto in più tranche nell’arco di tre estati, dal 2012 al 2014. L’ultima parte dei lavori, che ha interessato il tratto tra via del Fagiano e la piazza dell’Università, ha preso il via il 16 giugno scorso per concludersi con la riapertura completa avvenuta sabato mattina. Sono stati sostituiti i sottoservizi (gas, acqua, canalizzazioni delle reti elettriche e telecomunicazioni) ed è stata ultimata la ripavimentazione dell’intera via. L’investimento complessivo a carico del Comune, distribuito nei tre anni di lavori, è stato di oltre 420 mila euro, a cui vanno aggiunti gli oneri per la sostituzione delle condotte idriche e fognarie a carico di Umbra Acque, pari complessivamente ad altri 300 mila euro circa.

La frana: «Servono 5 mlioni» Ma è stato soprattutto sul futuro che si sono soffermati Romizi e Barelli. Soddisfazione è stata espressa per il finanziamento del dipartimento di protezione civile di 120 mila euro, che però serviranno solo allo studio e progetto preliminare di un intervento che si prevede molto complesso. «Si tratta – ha spiegato il responsabile della protezione civile del Comune, Roberto Chiesa – solo dei primi interventi di emergenza, su una richiesta complessiva di oltre 5 milioni». Parte dei soldi, il Comune spera di ottenerli dal progetto del governo “Italia sicura”. «Anche noi – ha detto Barelli – come il sottosegretario Delrio siamo convinti che la messa in sicurezza del territorio è l’opera pubblica di cui l’Italia ha più bisogno». Tra le voci, oltre alla frana di via S.Antonio, ci sono anche gli argini del Genna, i dissesti in alcune strade dei Ponti, quello di via Ripa di Meana, il Fosso Rio grande di Bosco, la manutenzione delle sponde del Tevere. Il vicesindaco ha anche anticipato che il Comune «sta lavorando ad un progetto molto ampio in questa direzione, da partecipare e condividere con Ance e professioni tecniche del settore, che potrà anche avere un impatto positivo su un comparto in grave crisi».

Nuova piazza Grimana Ma la parte più affascinante del lungo discorso è quella che riguarda il ridisegno di piazza Grimana. Un rifacimento, anche questo già in cantiere dalla scorsa Amministrazione. E la nuova conferma gli stessi orientamenti di Boccali &co. Si pensa, quindi, a una pavimentazione lapidea e in cotto, come per gli interventi di recupero di vie pubbliche realizzati negli ultimi anni, estesa alla mezzeria dell’attuale sede stradale. Si passerà, quindi, dalle attuali tre corsie a due, con una parte pedonalizzata tra l’Arco Etrusco e l’entrata di Palazzo Gallenga. Riqualificazione anche del campetto di basket, in modo da potenziare la vocazione aggregativa che già svolge non soltanto dal punto sportivo, ma come spazio capace di ospitare iniziative pubbliche, assemblee, piccoli spettacoli. Il successivo intervento riguarda l’area intermedia, attualmente utilizzata per il mercatino settimanale. La progettazione di questo spazio potrebbe derivare da un concorso di idee. «Non solo risistemazione, comunque – ha detto il sindaco – ma anche decoro urbano, a partire dal progetto di interrare i raccoglitori della differenziata, che potrebbe partire proprio da piazza Grimana. In ogni caso la piazza deve tornare ad essere luogo di aggregazione, fruibile dai turisti e dai perugini, anche perché, con il compimento del restauro dell’Arco Etrusco, prende corpo il progetto di valorizzazione della cinta muraria etrusca e l’ambizione che questa entri a far parte dei siti Unesco». «L’intento – ha aggiunto Barelli – è di mantenere le caratteristiche della piazza, non di stravolgerle».

Bus più piccoli Un ulteriore aspetto («ci stiamo lavorando con l’assessore Casaioli», ha detto Barelli) è quella della mobilità: qui il punto è ridurre il traffico dei grandi bus e ricorrere a mezzi pubblici più piccoli. L’idea sarebbe di fermare i bus a piazza dell’Università e da qui usare dei buxi verso Porta Pesa e Piazza Cavallotti.