La riorganizzazione della raccolta differenziata con l’introduzione del porta a porta nella “città compatta”, scattata nei mesi scorsi, ha fatto balzare Perugia a una percentuale di differenziazione del 71 per cento. Il valore è stato registrato a febbraio, con un aumento del 9 per cento rispetto allo stesso mese del 2018. Lo fa sapere Gesenu, che sottolinea come Perugia si attesti così tra i migliori capoluoghi di Regione in Italia, seconda solo a Trento che è a circa l’80.

Città compatta Questo risultato è stato possibile grazie alla riorganizzazione dell’intera fascia adiacente al centro storico, quella più popolosa, che, prima dell’ammodernamento del servizio abbassava notevolmente le percentuali di raccolta. L’attivazione del nuovo servizio della città compatta – fa sapere Gesenu – ha permesso di ridurre nei primi 6 mesi di attivazione circa 3.500 tonnellate di rifiuto secco residuo destinato alla discarica, che a fine 2019 saranno 10 mila. «Il risultato raggiunto – sottolinea Gesenu – premia la serietà del nostro lavoro svolto d’intesa con l’Amministrazione comunale, ma soprattutto dà atto della grande sensibilità dei cittadini sulle tematiche ambientali e di riduzione dei rifiuti. Questi obiettivi si sono potuti raggiungere grazie ad un approccio industriale lungimirante nel settore: gli investimenti nell’innovazione e nella tecnologia ci hanno permesso di rivestire un ruolo da protagonisti nella tracciabilità dei rifiuti urbani. Gli importanti risultati raggiunti sono solo il punto di partenza del nostro progetto che prevede traguardi sempre più ambiziosi».

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