di Daniele Bovi

Si riempiono alcune caselle di vertice all’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia, mentre per altre bisognerà attendere le carte bollate. Nelle scorse ore l’Azienda ospedaliera del capoluogo umbro ha dato il via libera alle nomine del dottor Francesco Arcioni e della dottoressa Sonia Cecoli rispettivamente a capo della Strutture complesse di Oncoematologia pediatrica e di Bioingegneria; quanto a un’altra casella chiave, cioè Cardiologia, c’è la proroga del dottor Maurizio Del Pinto per un massimo di sei mesi.

Cardiologia Chiusa settimane fa la vacanza da record a Gastroenterologia, dove dopo 14 anni senza un vero primario è arrivato il professor Gabrio Bassotti, certamente Cardiologia rappresenta un altro dossier importante che si trascina ormai da più di tre anni. Nel marzo di un anno fa proprio Del Pinto aveva vinto il primo round di fronte alla giustizia amministrativa a proposito del concorso indetto dall’Azienda nel 2023. Alla procedura erano stati ammessi tre candidati: oltre a Del Pinto e Gianluca Zingarini (entrambi noti professionisti in forze al nosocomio perugino) c’era Leonardo De Luca, proveniente da fuori regione. Quest’ultimo, però, ha rinunciato alla partecipazione dopo aver accettato un incarico a Pavia.

La vicenda Il colloquio, svoltosi nel febbraio del 2024, si è concluso con la valutazione negativa per entrambi i candidati rimasti in gara: sia Del Pinto che Zingarini hanno ottenuto 15 punti su 30, sotto la soglia minima di idoneità fissata a 21. Una procedura che dunque si è chiusa senza un vincitore, scatenando un vespaio di polemiche. A quel punto Del Pinto ha impugnato di fronte al Tar dell’Umbria l’esito del concorso. La magistratura amministrativa ha accolto parzialmente il ricorso, giudicando illegittima la valutazione del colloquio da parte della commissione esaminatrice. Dopo questo primo round, il Santa Maria ha deciso di ricorrere in appello di fronte al Consiglio di Stato. In attesa dell’esito, già nel giugno di un anno fa Del Pinto era stato scelto come direttore a tempo, incarico ora scaduto e quindi rinnovato per un massimo di sei mesi.

Arcioni Quanto alla nomina di Arcioni il professionista classe 1982 ha ottenuto un punteggio di 65,15 contro il 61,2 della dottoressa Katia Perruccio e il 57 della dottoressa Elena Mastrodicasa. L’incarico durerà cinque anni. Laureato a Perugia e specializzato in ematologia col massimo dei voti, Arcioni «vanta una lunga e prestigiosa carriera clinico-assistenziale in ambito ematologico e trapiantologico – spiega il Santa Maria in una nota – con particolare esperienza nelle patologie pediatriche e del giovane adulto che ha acquisito in lunghi periodi di attività clinico assistenziale sotto la guida del professor Massimo Fabrizio Martelli, prima, e del professor Brunangelo Falini poi». Dal 2025 poi il medico è responsabile del programma di terapia genica dell’Azienda, «primo centro pubblico italiano accreditato – ricorda l’ospedale – per il trattamento di editing genomico delle emoglobinopatie, tra cui la beta-talassemia e l’anemia falciforme».

Da sinistra D’Urso e Arcioni

I commenti «La sua esperienza, unita alle competenze maturate in ambiti altamente specialistici e innovativi come la terapia genica – scrive il direttore dell’Azienda Antonio D’Urso – rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la nostra Azienda. Sono certo che, sotto la sua guida, l’Oncoematologia pediatrica continuerà a crescere». Un «reparto di eccellenza e un punto di riferimento non solo per tutta l’Umbria – dice poi la presidente della Regione Stefania Proietti – ma per l’intero paese. La sua guida saprà rafforzare ulteriormente la qualità dell’assistenza e della ricerca, a beneficio dei piccoli pazienti e delle loro famiglie».

Il Baiocco d’oro Proprio all’Oncoematologia pediatrica sabato andrà il Baiocco d’oro del Comune di Perugia; riconoscimento che sarà conferito anche a Neonatologia, Terapia intensiva neonatale, all’Associazione per l’aiuto ai giovani con diabete dell’Umbria, al professore Roberto Binazzi e a Bruna Lepri.

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