di Daniele Bovi
Sarà attraverso una rimodulazione dei fondi dell’Accordo di coesione che, finalmente, il terminal bus di piazza Partigiani potrà cambiare volto attraverso una maxi riqualificazione da 4,5 milioni di euro. All’idea la giunta regionale stava ragionando già da un po’ ed è stata messa su bianco nelle scorse ore con una delibera. L’atto dà il via libera a una rimodulazione che vale in tutto 9,5 milioni di euro: soldi sottratti ad altri capitoli e reinvestiti in altri che Palazzo Donini ritiene più importanti.
Rimodulazione L’Accordo per la coesione 2021-2027, era stato firmato con la Presidenza del Consiglio dei ministri il 9 marzo 2024 e finanziato con 149,47 milioni di euro dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. Dopo una serie di rimodulazioni legate ai ritardi accumulati nei cronoprogrammi iniziali, si è deciso di destinare circa 9,5 milioni a tre nuove progettualità considerate «di prioritaria importanza» per il rilancio del territorio.
Piazza Partigiani Il nodo intermodale di Perugia sarà dunque oggetto di un intervento di riqualificazione da 4,5 milioni di euro, cofinanziato dalla Regione per 2,5 milioni. L’obiettivo è migliorare l’accessibilità ai borghi umbri e favorire i flussi turistici, soprattutto in vista delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi nel 2026.
Patrimonio culturale e sottopasso Poi si parla della valorizzazione del patrimonio culturale e religioso, con interventi su oratori e spazi di aggregazione, formazione e accoglienza giovanile per un valore di 6 milioni di euro. Il terzo intervento inserito riguarda un cantiere per migliorare la viabilità a Bastia Umbra, con la realizzazione del sottopasso carrabile di via Firenze e la soppressione del passaggio a livello sulla linea ferroviaria Foligno–Terontola, finanziato dalla Regione per 1 milione su un costo totale di 4,3 milioni.
Miglioramenti Tornando a Perugia, piazza Partigiani rappresenta un nodo centrale per il trasporto pubblico regionale, che verrà potenziato per facilitare l’accesso ai principali luoghi francescani; un terminal da tempo in pessime condizioni. Come spiega in una nota l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti, «questo piano mira a rafforzare il patrimonio culturale nell’ottica dell’inclusione e dell’aggregazione, ad avviare un miglioramento di elementi infrastrutturali sussidiari alla mobilità privata e a potenziare servizi collegati al trasporto pubblico».
Le sforbiciate Per finanziare questi nuovi interventi, la Regione non ricorrerà a fondi aggiuntivi ma opererà una rimodulazione interna, riducendo l’allocazione su alcune linee di azione già previste. Nello specifico, saranno sottratti 3 milioni alla voce «fruizione integrata delle risorse culturali e naturali e rafforzamento del sistema turistico regionale», 4,3 milioni alle «oasi e vie del verde» (sentieristica e ciclovie), mezzo milione di euro al «revamping del materiale rotabile» e 1,7 milioni all’assistenza tecnica.
Allineamento La riprogrammazione – è scritto nella delibera – si è resa necessaria per «allineare l’Accordo alle nuove esigenze del territorio» e per affrontare le tempistiche slittate nella realizzazione degli interventi. Prima del via libera, occorrerà completare tutto l’iter per la modifica, che coinvolge ovviamente il Dipartimento per la coesione. «Stiamo altresì realizzando – aggiunge De Rebotti – una serrata ricognizione delle esigenze infrastrutturali regionali attraverso un’interlocuzione con gli Enti locali. L’obiettivo è di procedere a una programmazione di medio periodo»
