Cassonetti interrati nel centro storico di Firenze

di Daniele Bovi

La presentazione ufficiale dovrebbe essere fatta tra qualche giorno ma, sostanzialmente, il piano che cambierà il modo con cui viene fatta la raccolta differenziata in centro storico sembra pronto. Qualche anticipazione l’ha data giorni fa il vicesindaco Urbano Barelli durante un’audizione a palazzo dei Priori, spiegando che il sistema adottato alcuni anni fa non è più adatto alle esigenze di Perugia. Il lavoro congiunto tra Comune e Gesenu dovrebbe portare innanzitutto all’abbandono del sistema porta a porta, sul quale si erano concentrate alcune critiche che riguardano il decoro e l’igiene. Quindi, se il piano andrà in porto, niente più sacchetti di immondizia di fronte ai portoni delle abitazioni.

Il piano Niente o quasi dato che il porta a porta, almeno secondo le intenzioni, rimarrebbe solo per quanto riguarda l’umido, oggi differenziato dagli abitanti del centro insieme alla carta (sacchetto giallo), al multimateriale (plastica, vetro e alluminio nel sacchetto blu) e indifferenziata (sacchetto nero). I rifiuti dovrebbero finire in piccoli mastelli di diverso colore e nelle due isole ecologiche con cassonetti interrati da costruire in piazza Matteotti e in piazza Grimana; per il conferimento servirà la Amicard, la tessera elettronica di Gesenu che darebbe vantaggi agli utenti in termini di minori costi in bolletta. Il tutto nell’ottica di un primo passo verso la cosiddetta «tariffa puntuale», facendo così pagare i cittadini per quello che producono e non in base ai metri quadri dell’immobile e al numero degli inquilini.

Le critiche In attesa di capire quale sarà il piano nei dettagli, da parte di Legambiente arriva un plauso per l’obiettivo della tariffa puntuale e, al contempo, alcuni dubbi sui costi dei cassonetti interrati. Dubbi che non riguardano solo le cifre da mettere sul piatto: «La tariffa puntuale va realizzata – è detto in una nota -, ma per tutta la città e non solo per il centro storico. Giusto infatti che tutti i cittadini paghino realmente per quanto rifiuto producono, ed è corretto puntare sul riuso, il riciclo, la formazione e l’informazione, senza dimenticare la riduzione promuovendo stili di vita sostenibili». «Sarà ben difficile poi – aggiunge l’associazione – controllare la qualità del rifiuto interrato ed evitare il fenomeno della migrazione dal centro, dove verrà monitorato lo svuotamento, all’adiacente periferia che ha appunto il cassonetto dell’organico stradale, già oggi ricettacolo di tutto».

Twitter @DanieleBovi

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