di Daniele Bovi
Per capire se e a chi saranno cedute le azioni della Minimetrò ora in mano del Comune bisognerà aspettare alcune settimane in più rispetto a quanto preventivato. Venerdì infatti Palazzo dei Priori ha deciso di prorogare – dal 16 gennaio al 28 febbraio – il termine entro il quale presentare le offerte. Al momento alle porte del Comune ha bussato un solo soggetto che ha però chiesto di avere documentazione ulteriore, presentando anche diverse richieste di chiarimenti relativi ad aspetti tecnici e operativi.
Proroga Vista la complessità di questi ultimi, contestualmente è stata depositata anche una richiesta di proroga dei termini. Le offerte a questo punto andranno consegnate entro le 13 del 28 febbraio mentre il giorno dopo si terrà la prima seduta pubblica. Il bando per la vendita del 75 per cento delle azioni (cioè di tutte le 6.090 detenute dal Comune) era stato pubblicato alla fine del novembre scorso.
Le cifre Il prezzo a base d’asta è pari a 11.181.483 euro e 60 centesimi, ovvero la cifra stabilita con l’ultima perizia risalente al 2021. L’individuazione dell’acquirente (un diritto di prelazione sta in capo ai soci della Metrò Perugia scarl), avverrà col metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa: oltre al prezzo delle azioni altri elementi di valutazione saranno il corrispettivo dovuto alla società (la cifra che ogni anno viene versata dal Comune per l’erogazione del servizio) e il price cap stabilito come valore limite.
La storia Della vendita si parla ormai dal 2017, da quando sulla base delle bacchettate della Corte dei conti la giunta ha inserito tra le misure correttive anche l’alienazione. In un primo momento l’Amministrazione aveva stimato il valore delle 6.090 azioni intorno ai quattro milioni. Nel marzo 2020 una prima perizia aveva alzato l’asticella fino a 12,3 milioni di euro; poi però è arrivato il Covid che ha comportato, secondo quanto spiegato da società e Comune, un abbassamento del valore e quindi la necessità di effettuare una nuova perizia. Quest’ultima ha fissato definitivamente la cifra a quota 11,2 milioni.
Il profilo Come spiegato nei mesi passati dall’Amministrazione, la gara sarà riservata solo a favore di «una società di capitali che, per l’oggetto, offra la possibilità di fornire direttamente servizi qualificati o tecnologie ricompresi fra quelli previsti nell’oggetto sociale». Sullo sfondo rimane sempre l’opzione Busitalia che, diverso tempo fa, non aveva chiuso le porte riguardo alla possibilità di un’acquisizione della società.
