di D.B.
L’emergenza sanitaria in corso ormai da più di un anno presenta il conto anche al Minimetrò di Perugia, e non solo in termini di chiusure, calo dei passeggeri e degli incassi. Mercoledì in commissione Bilancio è stato affrontato il tema della vendita del 70% del pacchetto azionario in mano al Comune di Perugia; una strada imboccata ormai a fine 2017, quando Palazzo dei Priori fu bacchettato su una serie di temi dalla Corte dei conti. In risposta, il Comune pochi mesi dopo presentò una serie di contromisure, tra le quali proprio la vendita delle azioni della Minimetrò. A fine 2019 il Comune ha quindi affidato a un professionista il compito di stimare quanto valgono le azioni da mettere sul mercato (da statuto, l’acquisto può essere fatto solo da un operatore del settore e in passato Busitalia si è detta interessata).
Stima da rivedere La perizia ha stimato un valore di 12.338.199 euro, ben al di là dei 4 milioni ipotizzati a fine 2017. Il problema però è che ora quella cifra, sull’onda dei danni assestati dal nuovo coronavirus, va rivista, e di certo non al rialzo. Come spiegato nel corso della seduta dall’amministratore unico della Spa, Sandro Angelo Paiano, quei 12,3 milioni si basavano «su parametri di bilancio diversi rispetto a quelli che stiamo registrando sia per il 2020 che per il 2021. Nel mondo dell’economia e delle attività – ha detto – in virtù di questa emergenza sanitaria e del nuovo contesto economico tutte le stime fatte ante Covid sono necessariamente in corso di aggiornamento». Sulla stessa linea il dirigente di Palazzo dei Priori Dante De Paolis, che ha confermato che la perizia sarà aggiornata prima della gara.
PER IL COMUNE FINO AL 2025 CONTO DA 42 MILIONI
La seduta De Paolis in particolare ha ipotizzato due possibili soluzioni: un supplemento di istruttoria finalizzato all’aggiornamento del valore da inserire in delibera, oppure la possibilità di toglierlo del tutto dall’atto, limitandosi alla sola volontà di vendita e individuando il valore effettivo al momento della gara. Alla seduta hanno partecipato anche i sindacati e, in particolare, Stefano Maiarelli per Cgil Filt, Gianluca Giorgi per la Fit Cisl e David Pettinacci per la Uil Trasporti. I tre hanno sottolineato che andrebbero pensate strategie per far crescere il numero dei passeggeri e hanno sollevato dubbi relativi al mantenimento dei servizi e dei posti di lavoro. Su questi punti sia De Paolis che il dirigente Leonardo Naldini hanno assicurato che, negli atti di gara, ci saranno le clausole di salvaguardia sul personale e che la vendita non modificherà il contratto di servizio che lega il Comune alla Minimetrò.
Emendamenti Sul tavolo della commissione sono stati depositati diversi emendamenti fra i quali quelli della consigliera di Progetto Perugia (ed ex assessore ai trasporti) Cristiana Casaioli, che hanno l’obiettivo di far sì che il corrispettivo pagato dal Comune non aumenti oltre una determinata cifra, che attualmente ammonta a poco meno di 7 milioni di euro all’anno. Sempre dai banchi di Progetto Perugia Francesco Vignaroli ha chiesto di sapere con certezza quali vincoli, in termini di costi, avrebbe il Comune se il nuovo socio privato realizzasse l’eventuale prolungamento dei binari verso Monteluce (previsto in origine ma mai realizzato). Su questo fronte, i dirigenti del Comune hanno spiegato che qualsiasi ipotesi andrà vagliata dal consiglio comunale anche alla luce dei possibili impatti sul bilancio comunale; un punto su cui Vignaroli presenterà comunque un emendamento. Perplessità sono arrivate anche dal dem Francesco Zuccherini a proposito dei reali vantaggi dell’operazione. La votazione sull’atto della giunta è stata quindi rimandata per dare la possibilità ai consiglieri di presentare gli emendamenti.
Twitter @DanieleBovi
