San Francesco al Prato © Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi

Sono in tutto due le realtà che si sono candidate per gestire San Francesco al prato, uno dei contenitori – al momento vuoto – più importanti del centro storico di Perugia. Mercoledì sono infatti scaduti i termini per presentare le offerte e sulle scrivanie di Palazzo dei Priori, dopo i quattro sopralluoghi delle settimane passate, sono state depositate due offerte. Quanto ai nomi dei candidati, occorrerà attendere ancora qualche giorno. Di sicuro a Palazzo dei Priori, dove si temeva un giro a vuoto, si tira un bel sospiro di sollievo.

Pspp Il bando era stato pubblicato dall’amministrazione comunale a inizio novembre con l’obiettivo di dare vita a un Partenariato speciale pubblico-privato, forma di accordo prevista dal Codice dei contratti pubblici. L’avviso era aperto a «qualunque operatore economico interessato, anche in forma associata», enti senza scopo di lucro e quelli del Terzo settore come ad esempio fondazioni, imprese sociali e in generale tutti quei soggetti privati che lavorano nel mondo della cultura.

Il bando In vista dell’aggiudicazione, la commissione dovrà procederà a una valutazione che prevede l’assegnazione di 80 punti per quanto riguarda la qualità del progetto e 20 per la parte economica. Al gestore la struttura sarà affidata per un periodo di nove anni, rinnovabile eventualmente per altri tre. Un periodo ritenuto congruo e idoneo al «perseguimento dell’obiettivo di un pieno recupero culturale e artistico della struttura, anche mediante il radicamento nel territorio di una rete di collaborazioni locali». Altro elemento fondamentale riguarda il contributo che il Comune verserà al gestore: 70 mila euro ogni anno per tutti e nove gli anni (e non per i primi tre come ipotizzato in un primo momento) «al fine di favorire – è detto nell’avviso – la fase di avvio della gestione e per il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario della gestione».

I compiti L’accordo, in cui è stato inserito in corso d’opera anche il diritto di recesso, prevede la «rifunzionalizzazione e valorizzazione culturale» di San Francesco. Il gestore dovrà garantire una serie di «attività minime» come l’organizzazione di spettacoli e convegni, compresa una «programmazione culturale multidisciplinare», e la gestione di un percorso museale, dai servizi di apertura e vigilanza fino a laboratori didattici, organizzazione di visite guidate, marketing e promozione. San Francesco andrà poi inserito in una «strategia di sviluppo del turismo locale».

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