La riunione della commissione (foto U24)

di Daniele Bovi

Benché non ancora formalizzato, l’interesse da parte dei privati per finanziare la non più rinviabile ristrutturazione del teatro Pavone ci sarebbe. Ad assicurarlo è il dirigente del settore Attività culturali del Comune Silvio Cipriani che, lunedì, ha risposto alle domande dei consiglieri comunali durante la seduta della commissione Controllo e garanzia, convocata sull’argomento dopo l’ordine del giorno presentato dal Pd.

Privati «Sebbene la forma sia ancora da definire – ha detto – dichiarazioni di disponibilità anche se non ancora concretizzate ci sono». Per ridare al più antico teatro cittadino nuova vita servono, come scritto nell’accordo tra Comune, Pavone srl e Teatro stabile dell’Umbria, varato all’ultimo secondo della scorsa legislatura, 600 mila euro. Di questi, 200 mila euro arrivano dai fondi comunitari del Puc2 resi disponibili grazie al bando della Regione al quale la Pavone ha partecipato nel 2008: un finanziamento che, in teoria, scadrebbe alla fine dell’anno ma che, come spiegato lunedì dal dirigente, a giugno è stato ‘spostato’ dalla Regione (su richiesta del Comune) tra quelli del Piano di azione e coesione, «quindi – ha detto Cipriani – senza vincoli di spesa legati al tempo».

I TECNICI: «DA TEMPO SCARSA MANUTENZIONE»

Dossier del sindaco Per quanto riguarda gli altri 400 mila euro se questi attraverso le sponsorizzazioni non saranno trovati, in ultima istanza sarà il Comune a dover aprire il portafoglio e, come scritto nell’accordo, in questo caso tempi certi non ce ne sarebbero. A palazzo dei Priori la pratica sarà seguita direttamente dal sindaco Andrea Romizi. L’assessore alla Cultura Teresa Severini infatti se ne terrà fuori, come ribadito lunedì dalla collega al Bilancio Cristina Bertinelli, perché il fratello è uno dei soci proprietari dello storico teatro cittadino: «Per questi motivi – ha spiegato l’assessore – ritiene opportuno non occuparsene». Bertinelli ha poi aggiunto che l’accordo di maggio convince in pieno la giunta: «Lo condividiamo – ha detto – e abbiamo tutto l’interesse a metterlo in pratica. Faremo tutto il possibile».

IL 18 ARRIVA ‘LA REPUBBLICA DELLE IDEE’

Sicurezza Buona parte della seduta è stata dedicata poi alle questioni che riguardano la sicurezza della struttura. A fare il punto della situazione è stato il dirigente Roberto Chiesa, che ha ricordato gli esiti del sopralluogo fatto dalla protezione civile comunale il 29 luglio: «Il danno – ha detto – era di modesta entità, provocato probabilmente dalle infiltrazioni che hanno danneggiato le parti di travi crollate sul solaio. Benché in sicurezza comunque, la copertura del tetto andrebbe interamente rivista». Quanto all’autorizzazione per l’attività di pubblico spettacolo, Cipriani ha riferito che l’ultima è arrivata nel novembre 2012, con la prescrizione di aggiungere dei segnali di pericolo in ogni palchetto, dato che l’altezza dei parapetti è stata giudicata in più di un’occasione insufficiente.

Legittimità Tornando alla ristrutturazione del teatro, questo entrerà in possesso del Comune una volta presentato il progetto e individuate le risorse, anche se l’accordo date le firme messe è pienamente operativo. Un accordo che ad alcuni in aula sembra, vista la mancanza di certezze su una parte consistente delle risorse necessarie, una forzatura fatta all’ultimo tuffo della scorsa consiliatura, tanto che il M5S attraverso Cristina Rosetti ha chiesto di valutare la legittimità stessa della delibera: «È un atto di straordinaria amministrazione – ha detto – fatto negli ultimi 60 giorni di legislatura». Una delibera «pienamente legittima» secondo Cipriani, che ha ricordato anche come «per il Teatro stabile dell’Umbria non ci siano impegni economici per la ristrutturazione. Solo dopo dovrà, in caso, partecipare per quanto riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria». Nel corso della prossima seduta verranno ascoltati gli uffici comunali competenti per il rilascio delle autorizzazioni al pubblico spettacolo.

Twitter @DanieleBovi

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