di Daniele Bovi
Il nuovo appuntamento è fissato per lunedì, ma nel weekend non si rimarrà con le mani in mano perché ancora i conti non quadrano, e di molto. Venerdì a palazzo dei Priori assessori e dirigenti si sono messi intorno a un tavolo armati di calcolatrice e forbici, anche se queste molti non vorrebbero vederle all’opera dentro i propri assessorati. All’appello mancano all’incirca nove milioni di euro e trovarli non sarà un’impresa semplice. Il bilancio va chiuso entro pochi giorni e buone nuove si attendono da Roma, dove la prossima settimana Anci e governo torneranno a parlare dei fondi da garantire ai Comuni, in particolare di quello perequativo per il passaggio da Imu a Tasi.
Bilancio da chiudere Molto, per coprire il piatto, si punta anche sul cosiddetto quinto d’obbligo, ovvero sulla possibilità che palazzo dei Priori ha di tagliare tutte le convenzioni in essere del 20 per cento. Una misura che da sola varrebbe circa otto milioni di euro. Buone nuove si attendono anche dalla Regione, che giorni fa attraverso l’assessore ai Trasporti Rometti ha promesso risorse maggiori per il capoluogo, che altrimenti sarà costretto a tagliare chilometri. Le ipotesi di risparmio, o meglio, di tagli, sono a 360 gradi e così sono inevitabili le tensioni come quelle con l’assessore alla Cultura Teresa Severini, tutt’altro che entusiasmata dall’idea di vedersi ridurre le risorse a disposizione. Lunedì si torna di nuovo intorno al tavolo perché entro giovedì il bilancio va approvato in giunta.
Tassa di soggiorno Venerdì invece la commissione Bilancio ha dato il via libera, dopo la prima parte della discussione andata in scena martedì, alle pratiche relative al rendiconto 2014 e alla relazione dei revisori dei conti. Numeri dai quali è emersa un’anomalia relativa alla tassa di soggiorno, che per palazzo dei Priori si traduce in incassi per circa 1 milione di euro all’anno. Non tutti i soldi però entrano nelle casse del Comune perché, come emerso venerdì, alcuni albergatori incassano l’imposta dai turisti ma non la versano poi all’Ente. Una situazione che potrebbe costringere palazzo dei Priori a passare alle carte bollate per recuperare il dovuto. I dirigenti del settore bilancio poi rispondendo alle varie domande poste dai consiglieri hanno spiegato che «sono molteplici le ragioni che hanno determinato mancati introiti delle entrate tributarie, riferiti principalmente ad Imu e Tasi».
Imu e Tasi Quanto all’Imu, di fronte alla crisi economica alcuni hanno scelto di non pagare mentre per quanto riguarda la Tasi, le differenze rispetto a quanto preventivato sono fisiologiche perché riferite a previsioni ricche di incognite. Altro tema messo sul tavolo dall’opposizione è stato quello delle anticipazioni di cassa. Uno strumento abusato, più che usato, a causa del mancato introito di parte delle imposte Imu e Tasi nonché dei rimborsi statali che, come avviene per le spese di giustizia, arrivano in ritardo. Da non dimenticare poi i trasferimenti statali che, oltre ad essersi ridotti (negli ultimi anni palazzo dei Priori ha dovuto fare a meno di circa 20 milioni di euro), continuano ad essere erogati con forti ritardi.
Dibattito Arrivati al momento del voto l’opposizione ha deciso di bocciare il rendiconto: «La giunta – hanno detto – oggi utilizza slogan diversi, ovvero la riduzione dei trasferimenti statali, rispetto a quelli utilizzati in campagna elettorale quando parlava di riduzione delle tasse e delle spese. Sono incoerenti». Semaforo verde invece da parte della maggioranza, che ha sottolineato come però questo sia ancora, in parte, un rendiconto che sconta le scelte della precedente amministrazione. «L’obiettivo che il Comune deve porsi nel tempo – è stato detto – dovrà essere uno solo: acquisire piena autonomia di gestione affidandosi integralmente alle entrate tributarie ed extratributarie senza tenere conto degli stanziamenti statali». Quanto all’obiettivo di un taglio del 20 per cento della spesa, non si può centrare in un solo anno.
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