di Daniele Bovi
Dopo il Turreno, per il quale lunedì Regione, Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e Comune di Perugia hanno firmato un protocollo d’intesa che porterà alla sua riqualificazione, anche il Pavone a breve potrebbe tornare a nuova vita. Nei mesi scorsi, come spiegato dall’assessore comunale alla Cultura Teresa Severini, dopo la firma della convenzione con il teatro stabile dell’Umbria, fatta alla fine della precedente consiliatura, la necessaria ristrutturazione dello storico teatro cittadino era sembrata scomparire dall’orizzonte. Il motivo era semplice: i soldi stanziati per i lavori, anche in questo caso dalla Fondazione Cassa di risparmio (circa 350 mila euro), non potevano essere stanziati dall’istituzione guidata da Carlo Colaiacovo a favore di una srl privata come quella che possiede il teatro.
Usufrutto Sul tavolo quindi rimanevano i 200 mila relativi al Piano urbano complesso (i cosiddetti Puc) della Regione, che però vanno usati entro il 31 dicembre 2015 e da soli non bastano per ristrutturare e rimettere a norma il teatro. Ecco quindi che negli scorsi giorni è stato trovato l’escamotage: una cessione del diritto di usufrutto da parte della Pavone srl al Comune, che potrà così incamerare le risorse e far partire i lavori di ristrutturazione senza perdere i soldi del Puc. Un’operazione che complessivamente si aggirerà intorno ai 6-700 mila euro. Anche in questo caso poi palazzo dei Priori dovrà trovare un gestore e dall’orizzonte sembra scomparire la sagoma del Teatro stabile dell’Umbria, con il quale la precedente amministrazione nelle ultime settimane di vita aveva formalizzato un primo accordo.
PROTEZIONE CIVILE: PAVONE, DA TEMPO SCARSA MANUTENZIONE
UN ANNO FA IL CROLLO DI UNA PARTE DEL TETTO
Struttura agibile Trovata la soluzione giuridica per non perdere il finanziamento, tra qualche giorno il nuovo patto sarà firmato. Benché il cinema non sia in funzione la struttura è agibile e alcuni eventi al suo interno possono essere organizzati. La proprietà infatti mesi fa si è vista accogliere il ricorso di fronte al Tar per la questione concernente l’altezza dei parapetti (più bassi rispetto agli standard attuali), che garantiscono un’ottima acustica ed una fruibilità assoluta del teatro.
Twitter @DanieleBovi
