di Daniele Bovi
Le prossime saranno ore decisive per la scuola Santa Croce di Perugia, nel pieno di una crisi finanziaria durissima che ne mette a prova la stessa sopravvivenza. Martedì mattina a palazzo dei Priori c’è stata, di fronte alla commissione Cultura dove è stato discusso l’ordine del giorno del M5S, l’audizione del consiglio di amministrazione della scuola alla quale ha partecipato anche l’assessore Dramane Waguè. Christian Cavazzoni, membro del cda, ha spiegato in modo chiaro che da qui a giugno la scuola ha bisogno di 170 mila per sopravvivere. Soldi che serviranno in special modo per pagare gli stipendi al personale. Circa trentamila euro, come emerso martedì, dovrebbero arrivare dalla Regione mentre i restanti a questo punto dovrebbero essere messi dal Comune.
Soluzione Mercoledì del caso Santa Croce si discuterà durante la riunione della giunta e da lì una soluzione, da trovare tra le pieghe del bilancio di previsione (che si sta impostando in questi giorni) dovrebbe venir fuori. Ma non sarà facile. «Stiamo cercando – ha detto Waguè – di liberare risorse con l’assessore Bertinelli e tutta la giunta. La Regione, con la quale ci incontreremo anche domani, si sta muovendo. Tutti abbiamo a cuore la situazione della scuola». Alla riunione erano presenti quasi tutti i membri del cda: presenti i quattro del Comune ovvero Cavazzoni, la presidente Sabrina Orzella, Ivana Mascelloni e Alba Asfalti; assente il rappresentante del Sodalizio di San Martino Mario Davighi. Il cda ha ribadito che è il Comune l’interlocutore e che per il futuro c’è la disponibilità a «ragionare su tutto, dagli immobili al personale ma bisogna farlo subito».
L’ASSEMBLEA DI GENITORI E PERSONALE
Emergenza In primis bisogna risolvere l’emergenza, che potrebbe compromettere anche le iscrizioni al prossimo anno, e poi affrontare il tema di un riassetto complessivo del funzionamento della scuola, in grado di farle superare le difficoltà. «Servono certezze – ha detto Cavazzoni – o non riapriremo». «Dovremo pensare – ha spiegato Waguè – ad una riforma strutturale e organica perché così come sono oggi questi costi non li possiamo sostenere». In questo quadro si inseriscono le proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle con il suo ordine del giorno («una fotocopia di quello che abbiamo avanzato noi mesi fa» dice il consigliere Leonardo Miccioni, Pd), con cui si chiede alla giunta di ripianare i debiti, di dare vita ad un piano di riorganizzazione complessivo e di inserire a pieno titolo la Santa Croce nel programma complessivo dell’offerta didattica del Comune.
L’odg Il capogruppo Cristina Rosetti ha chiesto ai dirigenti del Comune lumi in particolare sull’ultimo punto, ma l’operazione in caso non sarebbe semplice: le materne sono infatti di competenza dello Stato (il Comune ne ha in carico solo tre) e così la strada «la vedo – ha detto un dirigente – difficilmente percorribile. Ci riserviamo però di approfondire tutta la documentazione». Diventare una scuola pubblica a tutti gli effetti (oggi la Santa Croce è un ex Ipab classificata come paritaria) è anche l’auspicio del cda: «Abbiamo – dicono – tutti i requisiti e pure i dipendenti hanno il contratto del pubblico impiego. Quello che serve però è la volontà per farlo».
Sciopero Martedì prossimo ci sarà un incontro con il personale che, insieme ai sindacati, ha promesso di indire uno sciopero entro il 25 aprile se non si profilerà una soluzione. Sciopero e manifestazioni che il cda non vorrebbe vedere. Dopo un lungo dibattito, durante il quale il socialista Nilo Arcudi ha chiesto alla giunta di «mettere sul piatto risorse importanti, altrimenti la scuola chiuderà e i genitori non iscriveranno i bambini», alla fine l’ordine del giorno è stato bocciato con cinque sì (i tre consiglieri del M5S più Nucciarelli di Perugia Rinasce e Michelangelo Felicioni della Lega) e sette astensioni arrivate dai banchi degli altri membri di maggioranza e opposizione.
Twitter @DanieleBovi
